Punti, gioco e difesa in difficoltà: è crisi Roma. E sabato scelte obbligate col Verona
Quasi due gol subiti a partita nel 2022, un attacco che stenta a decollare e la classifica che, messa a confronto con quella dello scorso anno, vede la Roma dieci punti indietro. Di questi tempi con Fonseca, infatti, i giallorossi erano ancora quarti, oggi, invece, la zona Champions dista tre posizioni e potenzialmente sette punti qualora l’Atalanta vincesse il suo recupero. Finisse ora il campionato Pellegrini e compagni sarebbero fuori da ogni competizione europea del prossimo anno, per questo la Conference League diventa un obiettivo assoluto a Trigoria. Al di là della possibilità di vincere un trofeo dopo 14 d’astinenza dall’ultimo, vincere la terza competizione Uefa garantirebbe l’accesso all’Europa League, un qualcosa che oggi la Roma non avrebbe garantito visto il settimo posto in campionato. La Conference, però, nonostante gli avversari alla portata dei giallorossi, non è un obiettivo così facile da raggiungere se pensiamo al momento di forma che sta vivendo la squadra di Mourinho.
La fortuna è che manca praticamente un mese alla doppia sfida per gli ottavi di finale e in questi trenta giorni lo Special One proverà a rimettere in carreggiata una squadra che ha fatto dell’incostanza la sua caratteristica principale. Da ieri, intanto, la squadra è tornata ad allenarsi e le scelte per sabato contro il Verona sembrano già scritte. Alcune sono obbligate, come il ritorno alla difesa a quattro per via delle assenze di Mancini (squalificato) e Ibanez (infortunato). La coppia titolare dunque sarà atipica (Kumbulla-Smalling) e difficilmente vedrà l’inserimento di uno tra Cristante e Vina sulla linea dei centrali. Davanti si rivedrà Zaniolo al fianco di Abraham e per continuare a puntare sulla coppia gol, Mourinho potrebbe optare per un 4-3-1-2 con Mkhitaryan sulla trequarti e il terzetto di centrocampo composto da Pellegrini, Cristante e Sérgio Oliveira.






