Quando è troppo è troppo. Il Napoli è stato ostaggio di Osimhen, almeno fino a oggi
"Quando è troppo, è troppo". Deve averla pensata così, Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli sul ritorno di Osimhen con un (ulteriore) giorno di ritardo per la premiazione in Nigeria. Anche perché il rientro di Ademola Lookman, attaccante dell'Atalanta, è previsto per questo pomeriggio e il primo allenamento per domani. Invece Osimhen, almeno da programmi, era intenzionato a tornare domani per allenarsi solamente venerdì, quindi saltando la partita contro il Genoa. In un momento così difficile per il Napoli, alla ricerca del quarto posto, lasciare un aiuto a distanza - sempre con la Nigeria in mezzo - a un'avversaria come l'Atalanta poteva essere troppo. Il concetto fatto passare nella riunione di ieri fra club e giocatore è stato sostanzialmente questo.
Anche perché negli ultimi mesi il Napoli è stato ostaggio di Osimhen. Per fargli firmare il contratto fino al 2026, con aumento fino a 10 milioni di euro a stagione, le concessioni sono state parecchie. La partenza in anticipo proprio per la Coppa d'Africa è arrivata appena prima di un rinnovo concertato anche grazie alla presenza al Pallone d'Oro africano, vinto proprio da Osimhen e ricevuto in persona, di lunedì. Questo probabilmente per tranquillizzare il giocatore dopo il problema social che aveva fatto infuriare Osimhen, tanto da togliere le foto con la maglia del Napoli dai social e paventando - tramite l'agente - addirittura una causa legale.
Insomma, quando è troppo è troppo, anche per Osimhen, che resta un dipendente. Ma che nelle settimane scorse, a microfoni accesi, ha cercato di far passare come storica la sua decisione sul futuro prossimo. Insomma, ha deciso di auto mettersi sul mercato: cosa placida e pacifica, ma i segreti di Pulcinella alla fine fanno bene a rimanere tali. Anche perché poi le situazioni possono inasprirsi facilmente. Anche per un attaccante fra i migliori al mondo.






