Il ragazzo che sognava Cavani: chi è Antonio Raimondo, il giustiziere viola
Due gol alla Fiorentina, al Franchi, nel giorno del centenario della società viola. Antonio Raimondo ha scelto il miglior giorno possibile, ovviamente dal suo punto di vista e non da quello dei tifosi gigliati, per presentarsi alla Serie A. La vittoria del Frosinone a Firenze ha del clamoroso e porta la firma di un ragazzo, un centravanti classe 2004 che non aveva mai segnato una rete nel massimo campionato, solo sfiorato con le maglie di Bologna e Venezia.
Non un predestinato
Nato a Ravenna il 18 marzo 2004, Raimondo ha iniziato a giocare a cinque anni nell’Azzurra Ravenna, prima di entrare nel settore giovanile del Cesena. Il fallimento del club romagnolo, nel 2018, lo costrinse a cambiare strada, senza fare troppi chilometri: passò al Bologna, che tuttora tiene il controllo su di lui. Nella prima stagione in rossoblù, con l’Under 15, gioca pochissimo e non segna neppure un gol: gli pesa la lontananza dalla famiglia, fatica ad ambientarsi ma ci crede e non molla. Va meglio l’anno dopo: 13 reti in 17 presenze con l’Under 16, per poi scalare le gerarchie fino alla Primavera e alla prima squadra. L’esordio in Serie A lo decide Sinisa Mihajlovic: il 17 maggio 2021 lo fa entrare, appena 17enne, con l’Hellas Verona. Poi anche la prima da titolare, con il Genoa.
La gavetta
Dopo aver debuttato tra i grandi, ecco i prestiti: alla Ternana, nella stagione 2023/2024, Raimondo segna 9 gol in Serie B nonostante la retrocessione degli umbri. Numeri sufficienti per guadagnarsi la chance in Serie A con il Venezia: in laguna trova poco spazio, a gennaio passa alla Salernitana e non va meglio. Poche presenze, un gol, la retrocessione. Fino alla chiamata del Frosinone: Massimiliano Alvini e il direttore sportivo Guido Angelozzi puntano su di lui. Risultato: 11 gol e un assist in 36 presenze nello scorso campionato di Serie B, contribuendo alla promozione in Serie A e diventando il più giovane giocatore del campionato cadetto a raggiungere la doppia cifra. Il Bologna lo blinda - contratto fino al 2028 - ma rinnova il prestito ai ciociari.
Sognando Cavani
Alto circa 185 centimetri, mancino di piede, Raimondo ha un idolo dichiarato: Edinson Cavani. Non è questione di somiglianza, quanto di interpretazione del ruolo: correre, attaccare lo spazio, puntare la porta. Non proprio un centravanti boa, un po’ come quel Donyell Malen che di recente ha dichiarato di studiare con altrettanta attenzione. A Bologna, invece, è andato a scuola di Marko Arnautovic, un altro 9 atipico. La passione per Cavani nasconde anche una storia famigliare: ravennate sì, ma con origini cilentane. Il padre Pietro, che lavora nella Guardia di Finanza, lo ha seguito praticamente ovunque durante il suo percorso. Da lì, anche, la simpatia per il Napoli e per il Matador. Da ragazzino, annotava tutti i gol che segnava. Crescendo, ha perso il conto. Ma i due del Franchi li ricorderà a lungo.






