Roma, caccia alla finale. Mourinho: "La voglio per i ragazzi" e pensa a Dybala e Smalling
In Germania l’ultimo miglio per arrivare a Budapest. La Roma di José Mourinho punta il secondo titolo europeo consecutivo da quando lo Special One è in panchina, ma per strappare il pass per il 31 maggio questa volta la pratica dovrà chiuderla lontana dalle mura amiche dell’Olimpico. Un precedente nell’Europa League di quest’anno già c’è, come quando agli ottavi aveva affrontato l’andata in casa con la Real Sociedad, vincendo 2-0, per poi chiudere i giochi in terra basca. Oltre tre mesi dopo i giallorossi partono comunque da una posizione di vantaggio, l’1-0 di sette giorni fa, ma come più volte ha ribadito nell’ultima settimana lo Special One “la gara è ancora lunga perché all’Olimpico si è giocato solo il primo tempo”. Per questo rispedisce al mittente le domande sul futuro e di come questo possa cambiare qualora vincesse con la Roma l’Europa League. “Non voglio parlarne - ha tuonato dalla sala stampa tedesca - C'è da giocare una partita che non è la finale. Il focus è sulla partita di oggi. Non sto nemmeno pensando alla finale, figuriamoci al mio futuro”. Ma quello visto in conferenza stampa è uno José ermetico. Che non lascia trasparire emozioni, quasi distaccato per trasmettere la giusta serenità alla squadra. Ecco perché quando gli chiedono la differenza tra questa finale e le altre già giocate in Europa parla di se stesso come di una persona cambiata. “Voglio questa finale non tanto per me, perché l’ho detto più volte che sono una persona diversa che pensa più agli altri . Voglio la finale per i ragazzi e per i tifosi che sono straordinari”. Poi ancora: “I ragazzi sono un gruppo incredibile. Stanno facendo una stagione dove hanno dato tutto, superando momenti difficili e per questo meritano la finale”.
E hanno lavorato tanto per esserci anche giocatori come Dybala, Smalling, El Shaarawy e Celik. “Sono tutti a disposizione - ha detto Mourinho - Poi dobbiamo capire quanti minuti potranno giocare, se dieci, venti, trenta, quaranta o sessanta”. Intanto ieri si sono allenati tutti in gruppo durante la rifinitura a Trigoria, ma se il centrale inglese non ha mai giocato nemmeno un minuto dall’infortunio con il Feyenoord, per Dybala le chance di una maglia da titolare crescono avendo giocato qualche minuto tra un acciacco muscolare e un problema alla caviglia. Mourinho, comunque, ha lavorato anche sulla formazione senza la Joya che, per il momento, sembra comunque quella più accreditata.
E quindi con Pellegrini ad affiancare Abraham in attacco in un 3-5-2 che costringerà ancora il portoghese ad arretrare Cristante tra Mancini e Ibanez. A centrocampo, dopo i 53 minuti di Bologna, spazio ancora a Wijnaldum con Matic e Bove. Mentre a destra Celik è recuperato per prendere il posto di Zalewski con Spinazzola a sinistra. Dybala ed El Shaarawy, così come Smalling, potranno dare una mano a gara in corso perché i novanta minuti di questa sera, potrebbero diventare di più in caso di supplementari e rigori. Uno scenario al quale ha pensato già lo Special One, così come Matic, al suo fianco in conferenza. "Il mister ha esperienza e abbiamo studiato il piano partita e preparato tutto". Nemanja è pronto a giurarlo.






