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Roma, Gasperini: "L'obiettivo non è ancora acquisito. Koné non è al 100%"

Roma, Gasperini: "L'obiettivo non è ancora acquisito. Koné non è al 100%"TUTTO mercato WEB
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Marco Campanella
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Marco Campanella
Oggi alle 13:54Serie A

Domani alle 20.45, la Roma chiuderà la propria stagione in casa dell'Hellas Verona di Paolo Sammarco. Alle 13.30 odierne, Gian Piero Gasperini presenterà il match in conferenza stampa presso l'apposita sala del Centro Sportivo "Fulvio Bernardini" di Trigoria. Diretta testuale a cura di TMW.

13.10 - A breve la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini.

13.30 - Inizia la conferenza stampa.

Come ci arriva la squadra a questa partita? Le condizioni di Koné?
"Ha recuperato, si è allenato con noi tutta la settimana: non è al 100%, ma è disponibile. Non so se giocherà dall'inizio. Il caldo incide di più, ma ora c'è tanta attesa. Dobbiamo arrivarci con la testa giusta, la partita è importante".

Il suo bilancio su questa stagione?
"Faccio fatica oggi, molto dipende dalla gara di domani: sappiamo che sarebbe un traguardo che manca da anni. Dipende da noi, non da altri. Tutti i totali li faremo domani. Oggi prevale l'attenzione oltre alla tensione".

Quali sono i pericoli maggiori? Ha visto i ragazzi carichi?
"Tutta la squadra è sul pezzo, consapevole dell'importanza della gara. La settimana sembra lunghissima, ma sarebbe anche il traguardo di una stagione che ci ha visto sempre molto uniti. La squadra ha sempre risposto bene".

Cosa ha cambiato lei nella mentalità della squadra?
"L'anno è stato complicato. Io ho portato il mio modo di lavorare, ho avuto la fortuna di trovare dei ragazzi a cui sono stato da subito credibile. Questo è il segreto dei 70 punti: il giusto feeling, obiettivi comuni da sviluppare giorno per giorno. Ora prevale il coronare il risultato che in certi momenti neanche noi ci speravamo più: questo lo rende ancora più atteso. Il calcio è crudele perché in 90 minuti ti giochi tutto, lei parla dei risultati negativi... pensiamo a quelli positivi".

Ci credeva anche dopo Bologna-Roma?
"Abbiamo fatto ottime gare, rispetto al girone d'andata abbiamo fatto più gol. Quindi si hanno sempre maggiori chance di vincere quando si segna tanto. Ero convinto di poter fare un rush finale del genere, chiaro che servivano anche passi falsi delle altre, ma nulla toglie al nostro percorso".

Che traguardo sarebbe la Champions?
"Ogni obiettivo è straordinario se si raggiunge. Ognuno ha dei record da raggiungere. Noi ce lo siamo posto come un traguardo superiore a quello richiesto, ci è servito per andare oltre i nostri limiti. Tutti avvertivamo che era ciò che voleva la gente".

Si aspetta più presenza dalla proprietà in futuro?
"Fondamentale. Si evitano tante situazioni spiacevoli che possono nascere in un luogo di lavoro. La loro presenza dà forza a squadra e ambiente, oltre a dare risposte chiare. Sarà una bella scommessa, spero che il risultato che ci auspichiamo domani possa dare più compattezza a tutto l'ambiente. La loro maggiore presenza può aiutare tutto ciò".

Soulé?
"Ha fatto una parte di stagione molto positiva, poi è stato assente a lungo e ciò ha ridotto il suo impatto nella squadra. Le caratteristiche erano quelle di un attaccante: l'importante è che stia bene. Quando supererà la pubalgia del tutto, potrà diventare più forte ancora".

Perché è importante andare in Champions?
"Per un discorso economico, che ti permette di avere disponibilità superiore per aumentare il gap con le inseguitrici, oltre ad avere un altro appeal sul mercato. Poi, c'è l'aspetto emotivo: ti gratifica far parte dell'élite del calcio europeo".

Si vuole dire bravo per quanto ha fatto?
"Magari, domani (ride, ndr). C'è gratificazione per quanto fatto, ma c'è l'ultima giornata: noi vorremmo evitare di raccontare come è andata, ma lasciare un segnale".

Ha lavorato su evitare i contropiedi?
"Sì, anche se abbiamo fatto anche tanti risultati contro squadre medio-piccole. Il focus va fatto su tutto, domani incontriamo una squadra retrocessa ma che ha fatto buone gare anche recentemente. Il traguardo è tutt'altro che acquisito: serviranno 90 minuti fatti bene".

Con una vittoria, eguaglierebbe Liedholm come quinto allenatore della storia della Serie A a fare più punti...
"Vuol dire che ho fatto tanti campionati, non è il massimo (ride, ndr). Bello essere affiancati a un allenatore del genere, speriamo di raggiungerlo in una situazione del genere. Sarebbe ancor più di valolre".

Quando ha avuto una prova dell'unione con il gruppo?
"Quando perdevamo le partite. Sempre c'è stata una reazione da parte della squadra. Quando si perde, di solito, escono chiacchiere e polemiche. Nella squadra questo non è mai successo".

Ha dei rimpianti per questo primo anno?
"Abbiamo fatto tutto in buona fede, anche gli errori... dopo gli errori si riparte, senza non si impara mai. Credo che da tutte le situazioni negative, siamo sempre usciti e abbiamo fatto qualcosa di positivo dopo".

Si aspettava di arrivare all'ultima gara da quarto in classifica prima del suo esordio all'Olimpico?
"Mah, io pensavo solo a quella partita senza guardare troppo in là. Gli obiettivi me li pongo lungo la strada, sempre. Guardi chi sei, chi sono gli altri, come giochi e solo in corsa pensi a dove si può arrivare".

Quanto vale avere Svilar in rosa?
"Un saggio diceva: 'Datemi un attaccante che segna e un portiere che para, al resto ci penso io'. Ora li ho tutti e due... e infatti si vede (ride, ndr)".

13.53 - Termina la conferenza stampa.

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