Roma, l’emergenza continua. Ma Mourinho promette battaglia: “Noi siamo tosti”
José Mourinho alle domande su Pinto non risponde, dribbla quelle sul suo futuro e preferisce pensare al campo. Anche perché la settimana che comincerà domani sarà di quelle da brividi. Atalanta, Lazio in Coppa Italia e Milan, saranno gli avversari dei giallorossi, rigorosamente in questo ordine e con i soliti problemi tra indisponibili e infortuni che accorciano ulteriormente la rosa dello Special One. Perché per un Huijsen che arriva, Mourinho perde Ndicka e Aouar per la Coppa d’Africa, Renato Sanches per una distorsione alla caviglia sinistra, oltre i soliti lungodegenti Abraham, Smalling e Kumbulla. Ma le sorprese in casa Roma non finiscono qui visto che a una formazione acciaccata si aggiungono anche i soliti problemi di Mancini (alle prese con la pubalgia) e di Paredes. “Leandro non so se potrà giocare, non si è allenato questi giorni per una botta forte presa con la Cremonese - spiega il tecnico alla vigilia - Temevamo addirittura una frattura ma non c’è, è in dubbio”.
Insomma l’ennesimo problema che porterebbe a dover rivedere anche il centrocampo, ma nonostante questo Mourinho di una cosa resta certo: “Noi comunque siamo tosti e non siamo facili per nessuno. Troviamo sempre forza nelle nostre difficoltà”. Tradotto: promessa battaglia, soprattutto davanti a un Olimpico che per la 46° volta nell’era José sarà ancora sold out. La formazione, poi, sarà decisamente rimaneggiata con Cristante costretto ad abbassarsi tra Mancini e Llorente, mentre in mezzo al campo Paredes sarà chiamato a stringere i denti, affiancato da Bove e Pellegrini con la coppia di esterni composta invece da Kristensen e Zalewski. Davanti, pochi dubbi, Dybala e Lukaku con l’argentino che andrà gestito visti anche gli impegni dopo con Lazio e Milan. Ma come detto da Mourinho per il momento la Roma non può che “pensare partita per partita”. Nel caso in cui poi Paredes dovesse non farcela potrebbe addirittura esserci spazio per Huijsen nella linea a tre, alzando così Cristante in regia. L’ex Juventus, arrivato ieri nella Capitale, sarà a disposizione, ma in conferenza Mourinho è stato chiaro: “Si tratta di un ragazzo che ha 18 anni con 10 minuti disputati in Serie A, però è uno dei prospetti con più qualità in Europa. In futuro diventerà un grande calciatore e nella nostra situazione, che è difficile perché non abbiamo giocatori disponibili e abbiamo la limitazione del Financial Fair Play, è stata l’unica soluzione per aiutarci”.
L’ultimo colpo di Pinto prima di salutare il prossimo 3 febbraio per una rescissione nella quale Mourinho preferisce non entrare. “E’ una sua decisione e va rispettata - dice il portoghese - Non posso certo commentare io l’operato e il lavoro di un mio superiore. Lui resta il direttore, io posso solo augurargli il meglio per il futuro”. Sul perché invece i Friedkin non abbiano ancora intrapreso una trattativa per il suo rinnovo spiega: "Mi sono fatto delle domande, ma una risposta chiara al 100% non me la sono data". Per la proprietà, però, non è questo il momento: prima i risultati e gli obiettivi fissati che passeranno necessariamente dalle prossime tre gare della stagione.






