Roma, la mission di Mou: riportare un trofeo europeo in Italia
Josè Mourinho torna in Inghilterra, dove lui stesso coniò il soprannome ‘Special One’. Questa volta, però, è leggermente più a nord, a 102 miglia più su della sala conferenze del Chelsea che nel 2004 vedeva il portoghese presentarsi come nuovo allenatore dei Blues dopo la vittoria della Champions League con il Porto. Sono passati 18 anni e di titoli, Josè, ne ha messi in bacheca diversi. Per la precisione sono 25, con la possibilità di arrivare a 26 alla fine di questo maggio con la sua Roma. Prima dovrà superare il Leicester nel doppia semifinale della Conference League e poi puntare dritto a Tirana per la finale. Vincendo la neofita competizione Uefa sarebbe il primo allenatore ad aver vinto tutte e tre i massimi tornei europei (Champions, Europa League e Conference).
Un record che renderebbe ‘storica’ anche la terza competizione Uefa per importanza e blasone. In un colpo solo, inoltre, Mourinho metterebbe a tacere il chiacchiericcio intorno all’epilogo della sua carriera da allenatore, regalerebbe alla Roma un trofeo dopo 14 anni di vuoto (nonché il primo titolo internazionale al netto della Coppa delle Fiere vinta) e riporterebbe una competizione internazionale sul suolo italiano 12 anni dopo l’ultimo successo nostrano. Un cerchio che si chiuderebbe, visto che fu proprio lo Special One nel 2010 a vincere la Champions con l’Inter. Da quel momento più nulla se non due finali perse dalla Juve contro Barcellona e Real e due semifinali europee giocate dalla Roma. Il destino vuole anche che la finale della Conference League di quest’anno si giochi il 25 maggio, a cinque anni esatti dall’ultimo trofeo del tecnico portoghese. Il 24 maggio 2017, infatti, conquistava l’Europa League con il Manchester United che in rosa aveva due giocatori oggi nel roster della Roma come Smalling e Mkhitaryan.
Da quel giorno, però, dura il digiuno del portoghese, mai così a lungo senza vincere un trofeo. In mezzo due esoneri con United e Tottenham, mentre ora l’all in è sul progetto Roma. La missione è sempre la stessa nonostante il progetto diverso dal solito sposato con i Friedkin: conquistare titoli. Perché il lupo perde il pelo, ma non il vizio e lo Special a riguardo è stato chiaro: “La mia natura può adattarsi a un contesto nuovo, ma non cambierà mai”. La caccia alla Conference è definitivamente partita.






