Roma-Mou, oltre le difficoltà. Ma oggi arriva il Napoli
José Mourinho si riscopre, dopo 26 titoli e una carriera da Special One, aziendalista. Ha sposato la causa Roma e non passa occasione nella quale non lo ricordi. Come alla vigilia dello scontro diretto per la corsa Champions contro il Napoli, quando gli viene chiesto di spiegare perché avesse voluto rimarcare nelle sue precedenti interviste la volontà di rimanere nella capitale. "C'erano dubbi sulla mia posizione e magari si poteva pensare che nella mia testa ci fossero pensieri contrastanti e che qualche frustrazione potesse crearmi dei ripensamenti”, spiega il portoghese. Insomma non c’è Fair Play Finanziario che tenga, “mio ho sempre chiarito la mia posizione, ovvero che voglio essere l'allenatore della Roma”, sottolinea ancora Mou, ricordando anche le tante proposte rifiutate nei due anni e mezzo nella Capitale. “Sono sempre stato onesto e diretto dall'inizio. Da quando ho firmato ho ricevuto un'ottima offerta una settimana dopo, ma ho rifiutato. L'anno della Conference ho avuto l'offerta del Portogallo ma sono rimasto. Dopo la finale di Budapest ho detto no anche all'Arabia. Mi piacerebbe rimanere e lottare, in tutte le condizioni, non voglio più parlare di questa situazione".
E per ora non ne parla nemmeno la proprietà che fin quando non vedrà continuità di risultati non ha intenzione di intavolare trattative di rinnovo. Un discorso questo che va oltre Mourinho e si estende anche a giocatori e dirigenti in scadenza, vedi Tiago Pinto. Ecco dunque che la testa deve andare esclusivamente al campo con il Napoli che arriverà all’Olimpico ferito dopo l’eliminazione in Coppa Italia per mano del Frosinone. “Ma restano i campioni d’Italia - avvisa Mourinho - Hanno perso Kim, un giocatore importante, ma ne hanno presi tanti, è la stessa squadra". Il tecnico fa poi il punto sugli infortunati con Dybala e Kumbulla che proveranno a strappare una convocazione contro la Juventus il prossimo 30 dicembre, mentre Mancini stringerà i denti nonostante la pubalgia. Restano ai box, poi, Aouar e Smalling, mentre in attacco, dopo la squalifica, tornerà Lukaku. Impossibile, però, fare un paragone con Osimhen. “Parliamo di giocatori top - dice Josè - Sono fortissimi ma diversi, la Serie A deve essere felice di averli entrambi”. Al fianco di Big Rom, invece, il ballottaggio El Shaarawy-Azmoun con il primo vantaggio, mentre obbligate le altre scelte con Cristante e Pellegrini ai lati di Paredes e le corsie occupate da Kristensen e Zalewski.






