Palermo, Inzaghi: "Mi sono innamorato di Vavassori. Molto preoccupato per Joronen"
Filippo Inzaghi, tecnico del Palermo, ha parlato ai microfoni di Mediaset al termine della partita di Coppa Italia vinta per 2-0 contro il Lecce: "L'infortunio di Joronen è il peccato della serata. Il nostro pubblico è qualcosa di incredibile, forse non si era mai vista una cosa così in Coppa Italia. Abbiamo fatto una grande gara, c'è rammarico per quanto accaduto al nostro portiere ma speriamo di recuperarlo presto: gli è uscita la spalla, sono molto preoccupato".
La forza del gruppo può essere la vostra arma vincente?
"Dobbiamo alzare ulteriormente l'asticella rispetto all'anno scorso. Partiamo con un gruppo importante, ma le avversarie saranno tante e difficili. Penso che il nostro pubblico si sia divertito, abbiamo cercato di fare ciò che è stato provato in allenamento. La strada è quella giusta, ora pensiamo già al campionato perché vogliamo subito prenderci i tre punti".
Un commento su Vavassori?
"Volevo rimarcare la prova sua e quella di Peda, due ragazzi giovani. Mi sono innamorato di Vavassori sin dal primo giorno che l'ho conosciuto. A volte bistrattiamo i calciatori italiani, io gli ho dato un consiglio e mi ha ringraziato: lì ho capito di che pasta è fatto, cercherò di farlo diventare un giocatore importante. Mai nessun giovane mi aveva ringraziato per un consiglio: queste per me sono cose importanti".
Fortin ha dimostrato di avere personalità e ha fatto grandi parate…
"Il problema non è Fortin, lo abbiamo preso per le sue doti: entrare a freddo non era semplice. Se Joronen dovrà stare fuori molti mesi, sarà un problema perché avremo un portiere in meno: speriamo di ricevere notizie confortanti".
Che opinione ha su Pohjanpalo? Può fare la differenza a Palermo?
"Pohjanpalo è un giocatore che fa 24-25 gol all'anno, è una fortuna averlo. Mi auguro che tanti giocatori offensivi gli permettano di fare meglio dello scorso anno, anche se sarà complicato. Per la B è sicuramente un lusso, è un gran calciatore e ha cultura del lavoro".






