Roma, Mourinho chiama e i Friedkin non rispondono. Il rinnovo (a giugno) dipenderà dai risultati
I Friedkin sono quasi impenetrabili. E la Roma in questo momento si ritrova bloccata su più fronti. Dal direttore generale Tiago Pinto al direttore sportivo Mauro Leo, ma anche José Mourinho e tutto lo staff. Sono tutti quanti in scadenza, probabilmente con l'idea che i risultati di questa stagione siano definitivi e necessari per la riconferma. In caso di Champions potrebbero rimanere, ma se non arrivasse la qualificazione? È quindi possibile legare tutto quanto a un mero gioco economico? Probabilmente sì, visto che i proprietari della Roma hanno investito moltissimo nel club - sempre in rosso - cercando però di trovare un minimo di equilibrio fra risultati e cassa.
Mourinho vorrebbe rimanere a Roma. Lo ha fatto capire anche l'anno scorso quando chiamava, attraverso i media, un possibile rinnovo. Il problema è che c'è sempre stata l'idea, da parte dei Friedkin, di non seguire le emozioni, ma un progetto triennale. Che ora è agli sgoccioli e che vorrebbe avere un'idea di rinnovo. Quasi impossibile scalfire la cortina che hanno eretto di fronte a sé. Quindi se è vero che Mou continua a cercare l'attenzione, dall'altra le emozioni sembrano davvero solo un problema per la riuscita dell'idea.
Le parole di Mourinho in conferenza stampa. "C'erano dubbi sulla mia posizione. Magari si poteva pensare che nella mia testa ci fossero pensieri contrastanti e che qualche frustrazione potesse crearmi dei ripensamenti. Ma io ho sempre chiarito la mia posizione, ovvero che voglio essere l'allenatore della Roma. Sono sempre stato onesto e diretto dall'inizio. Quando ho firmato con la Roma, ho ricevuto un'ottima offerta una settimana dopo ma ho rifiutato. L'anno della Conference ho avuto l'offerta del Portogallo ma sono rimasto. Dopo la finale di Budapest ho detto no anche all'Arabia. Mi piacerebbe rimanere e lottare, in tutte le condizioni, non voglio più parlare di questa situazione".






