Runjaic rischia grosso, ma già dall'anno scorso l'Udinese non era totalmente soddisfatta
TMW"È stata la prestazione peggiore da quando sono qui, abbiamo perso i duelli a livello fisico, non siamo stati intensi nel gioco. Ne sono responsabile". Più realista del re, Kosta Runjaic non ha usato mezzi termini per scusarsi. Dopo lo zero a tre con il Lecce non c'era l'intenzione di smarcarsi dalle proprie responsabilità, forse quella di allentare la pressione su un gruppo che aveva approcciato bene il campionato con quattro punti in due partite, salvo poi declinare con le cinque sconfitte consecutive delle ultime settimane.
Alibi
Il calcio è un gioco di squadra, ma spesso c'è chi prova ad accendere la luce, riuscendoci. In questa Udinese non c'è un alter ego di Nicolò Zaniolo, connessione fra il centrocampo e l'attacco, il pezzo mancante di questo principio di campionato. È fuori da sei partite per uno stiramento alla coscia - anche se era rientrato parzialmente, quattro minuti, con il Cagliari - ed è evidente che Chakvetadze non sia un supplente all'altezza. Poi c'è anche un pizzico di sfortuna: ieri ha esordito Alaba e ha già riportato un problema fisico che verrà valutato in giornata.
Zero miglioramenti
Il malcontento su Kosta Runjaic è diffuso, ma non è recente. Perché già nella scorsa stagione l'Udinese pensava di avere creato una squadra che potesse lottare per posizioni europee, o almeno provarci fino in fondo: invece dopo il dodicesimo posto dell'anno prima era arrivato il decimo, a nove punti dalla Conference. In estate sono stati fatti diversi investimenti per cercare un miglioramento che, in questo momento, latita. Un po' come i punti in campionato.
Altre notizie Serie A






