Salernitana, clima irreale all'Arechi: 14 assenti, calciatori spaesati e tifosi che tornano a casa
Quando manca circa un’ora a una partita che, per logica, non si doveva giocare, lo stadio Arechi ha aperto le porte agli spettatori e si prepara ad accogliere Salernitana e Lazio per la prima gara casalinga del 2022. Rispetto ai 2800 biglietti venduti, frutto anche della diserzione del mondo ultras e di buona parte dei club organizzati, dovrebbero essere molti di meno gli spettatori effettivi sugli spalti soprattutto dopo la notizia delle positività riscontrate in mattinata. Lunghissimo l’elenco degli indisponibili: Ribery, Simy (che è guarito dal Covid, ma non ha ancora avuto l’ok da parte dello staff medico), Capezzi, Strandberg, Lassana e Mamadou Coulibaly, Gyomber (squalificato), Gagliolo, Jaroszynski, Zortea, Djuric, Bogdan e Kastanos. Se aggiungiamo che Obi e Schiavone non sono al top e che Ruggeri è fermo da inizio settembre, possiamo dire che sarà davvero una partita per onor di firma, frutto di questo protocollo che dovrebbe essere assolutamente rivisto e che non può mettere in secondo piano il parere delle ASL. A nostro avviso bisognerebbe ragionare anche su questo obbligo di effettuare tamponi ogni giorno, soprattutto in atleti vaccinati, totalmente asintomatici e, presumibilmente, in piena salute. Una confusione clamorosa. L’undici titolare è dunque scontato: 4-4-2 con Delli Carri e Kechrida esterni e la coppia Ranieri-Veseli al centro.
In mediana Di Tacchio e Schiavone, con Obi a destra e Ruggeri a sinistra mentre in avanti Gondo affianca Bonazzoli, al pari di Ranieri diffidato. Nessun over in panchina, solo Fiorillo e Guerrieri. I due portieri. Naturalmente dalla Lazio nessun segnale per provare quantomeno a ragionare su un rinvio, pur con la consapevolezza che gli attuali negativi potrebbero positivizzarsi nelle prossime 24-48 ore. "Torniamo a casa pur avendo speso quasi 300 euro di biglietti" dicono alcuni supporters arrivati dalla provincia, "Nemmeno un messaggio di solidarietà da parte di Lotito" aggiunge uno dei responsabili della tifoseria organizzata. Che, però, ha accolto il neo patron Danilo Iervolino con uno striscione affettuoso. Questo non è calcio e non è sport.






