Saltato Pirlo in Nazionale, il fondo di Corbo: "Perché non contattare un vincente come Conte?"
La candidatura di Andrea Pirlo alla guida della Nazionale è definitivamente sfumata e continua ad alimentare polemiche. Dopo la conferma arrivata dallo stesso allenatore, anche Antonio Corbo, sulle colonne de La Repubblica, ha espresso un duro giudizio sulla gestione della vicenda, parlando di una brutta figura per il calcio italiano.
"Una vicenda da intrigo internazionale"
Nel suo editoriale, Corbo ripercorre gli ultimi mesi vissuti dalla Federazione dopo l'addio di Gennaro Gattuso: "Finiti i Mondiali, l'Italia non aveva ancora capito perché il Paese del campionato più bello è rimasto fuori dalle ultime tre edizioni. Sono passati quattro mesi dall'addio di Gattuso, poi le offerte a Pep Guardiola e infine il clamoroso epilogo con Pirlo". Il giornalista aggiunge: "La sua barba nera da spy story è finita al centro di una vicenda da intrigo internazionale. Era pronto a rappresentare il calcio italiano, ma è emerso il rapporto con l'oligarca Lomakin e con l'agenzia russa di scommesse Fonbet".
"Malagò ha bruciato Pirlo? È una domanda legittima"
Corbo punta il dito anche contro i protagonisti della vicenda, chiamando in causa il direttore tecnico Paolo Maldini: "Forse aveva dimenticato di chiedere a Pirlo se avesse interessi inconciliabili con l'etica del ruolo, né l'allenatore ha ritenuto che quel rapporto potesse rappresentare un problema". Nel finale dell'editoriale, il giornalista lascia spazio a un interrogativo destinato a far discutere: "Nessuno può giurare che Malagò non abbia lentamente bruciato Pirlo, magari in attesa di Mancini. È questo davvero il calcio in Italia?".
Ancora Corbo: "Nel giro del Napoli stupisce come mai sia rimasto fuori dal casting federale un candidato che ha felicemente e spesso vinto al contrario di Pirlo, tristemente e spesso esonerato. Antonio Conte mai contattato da Maldini. Perché l’ex manager milanista era fuori o perché uno scudetto e una supercoppa a Napoli non contano nulla?".






