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Se l'Inter vince anche di corto muso… La squadra di Inzaghi regge il test dei nervi

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
domenica 7 gennaio 2024, 07:00Serie A
07.01.2024 07:00Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Nervi tesi e un po' di cuore. L'Inter che ieri ha battuto il Verona ha raggiunto il risultato in maniera diversa dal solito. Complice forse il manto erboso - quello di San Siro è un disastro ormai - i nerazzurri hanno iniziato il 2024 come se avessero ancora il panettone sullo stomaco. Ci fosse stata una frizzante squadra di metà classifica e non l'Hellas in piena smobilitazione sul mercato, il tabellone luminoso del Meazza avrebbe forse raccontato una storia diversa.

Nervi tesi ma testa e cuore. "Si danno per scontate le vittorie dell'Inter", ha detto Simone Inzaghi tornando sulle parole pronunciate a fine anno da Francesco Acerbi. Non ha negato, il tecnico piacentino, che avere la Juve lì dietro e Allegri a mettere pressione, possa innervosire la sua squadra. Per esempio, è scattato qualcosa di imprevisto nella testa di Alessandro Bastoni, che un attimo prima del gol-vittoria di Frattesi ha rifilato una spallata (o gomitata?) violenta e inutile ai danni di Duda a palla lontana. Al netto di una certa dose di ambiguità nella polemica post partita del ds Sogliano, l'azione era da rivedere e sanzionare al VAR. Complice anche una direzione arbitrale oggettivamente rivedibile nel suo complesso, alla fine i nervi nerazzurri hanno però retto all'urto di una prima dell'anno da brividi.

Se vince anche di corto muso… La differenza fra Inter e Juve, al di là dei risultati e del percorso simile, l'hanno fatta il modo di stare in campo, così diverso. Abbondante quello dei nerazzurri, che vincono perché soverchiano l'avversario; sparagnino quello dei bianconeri, che vincono perché sono i più cinici della Serie A. Col Verona, in una gara nella quale l'Inter non ha costruito praticamente nulla per raddoppiare dopo il vantaggio iniziale, è spuntato un accenno di corto muso. Inzaghi sa vincere anche così. La domanda è se pure la Juve sappia vincere in altro modo. Per ora, il campione d'inverno abita a Milano: due volte su tre, vince lo scudetto in estate. Ma l'ultima volta non è andata benissimo e ha da essere un monito.

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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