Un aiuto da mezzo miliardo: l'emendamento Lotito salva il calcio. E il Natale della Serie A
A Natale, si sa, siamo tutti più buoni. Difficilmente basta questo a spiegare la mano tesa, in qualche modo, del Governo al calcio italiano. La questione è nota: i pagamenti Irpef sospesi durante la pandemia hanno determinato un buon gargantuesco nelle finanze del nostro pallone. Dai massimi livelli al dilettantismo, la stima è di circa 889 milioni di euro non versati, di cui 500 riconducibili alle venti squadre del campionato di Serie A. Il conto rischiava di essere salatissimo e il governo Meloni sembrava particolarmente restio - a partire dai due dicasteri chiave della faccenda, Economia e Sport - a renderlo più leggero.
Il ruolo di Lotito. Tra le società più indebitate, proprio la Lazio di Claudio Lotito, patron biancoceleste ma soprattutto parlamentare di Forza Italia. Un doppio ruolo centrale nella vicenda. Perché il grido di allarme del calcio è risuonato a più livelli, dal presidente di Lega, Lorenzo Casini, al patron del Torino, Urbano Cairo: storicamente sul fronte opposto della barricata rispetto a Lotito, è stato tra i più attivi nel ricordare come altri settori economici - tra cui altri che lo riguardano direttamente - avessero beneficiato di aiuti non pervenuti allo sport più popolare. Ma il deus ex machina, appunto, è stato il numero uno della Lazio, principale sponsor dell'emendamento salva-calcio, che a un certo punto sembrava destinato a non aver fortuna.
60 rate con una mora del 3 per cento. Sin da subito, il programma era inserire l'emendamento (salva-calcio o salva-sport) nella manovra finanziaria di bilancio. Una misura giudicata non indispensabile da diversi esponenti politici, tanto più che un po' di sforzo interpretativo il calcio avrebbe potuto comunque accedere a una disciplina molto simile prevista in generale. L'obiettivo del pallone, però, era quello di "costruirsi" una garanzia ad hoc. Batti e ribatti, è arrivata: a meno di clamorose sorprese - la deadline per l'approvazione della legge di bilancio è fissata al 31 dicembre - i club potranno rateizzare gli importi sospesi fino a 60 rate, con una piccola mora del 3 per cento. Sarà fondamentale non sgarrare: saltare anche una sola rata comporterebbe perdere da principio il beneficio.






