Una difesa da rifare per la Roma. Mancini unico punto fermo per la prossima stagione
Del reparto difensivo della Roma che sabato sera ha affrontato l’Inter, nella prima sconfitta dell’era-De Rossi, rimarrà sicuramente solo Mancini. A meno che non sia necessario sacrificarlo per ragioni di bilancio, ma è un’ipotesi che al momento è da scartare. Lo sottolinea l'edizione romana del Corriere della Sera, che ribadisce nel dettaglio: Rui Patricio: in scadenza di contratto. Karsdorp: peggiore in campo, con Lukaku, contro l’Inter. Huijsen: in prestito secco dalla Juve, tornerà a casa a giugno; Angelino: in prestito con diritto di riscatto (5 milioni) da pagare eventualmente al Lipsia. Spinazzola, entrato nella ripresa: in scadenza di contratto.
Smalling è il grande mistero
Inoltre, sono in prestito dal Leeds United sia Llorente che e Kristensen, fin qui sempre mandato in panchina da De Rossi, che si è invece fidato di Karsdorp. Anche Celik, fin qui, non è mai stato utilizzato e a gennaio era stato messo sulla lista dei partenti. Il turco, però, è rimasto e ha contratto fino al 2026. Smalling è il grande mistero della difesa giallorossa, che avrebbe bisogno come il pane del centrale inglese, che però non gioca dal 1 settembre 2023, ha 34 anni e contratto fino al 2025. Si sta allenando, a parte, e De Rossi si è detto fiducioso di poterlo recuperare. I tempi, però, restano sconosciuti.






