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Una squadra da metà classifica nel 2022: come si è sgonfiata l'Atalanta nelle ultime giornate

Una squadra da metà classifica nel 2022: come si è sgonfiata l'Atalanta nelle ultime giornate TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
lunedì 4 aprile 2022, 17:15Serie A

Sette punti nelle ultime cinque giornate. Dieci nelle ultime dieci, tredici nelle ultime tredici. La sconfitta contro il Napoli, la quarta casalinga in questo campionato, fotografano il momento dell'Atalanta. Nel 2022, una squadra di metà classifica: prendendo i risultati dell'anno solare, la Dea è decima in graduatoria. Un ruolino che spiega perché, se fino a un certo punto della stagione i nerazzurri erano visti come potenziale outsider per lo scudetto, oggi devono soprattutto guardarsi le spalle per evitare di finire fuori dall'Europa nel prossimo campionato. Un'eventualità che, i Percassi lo hanno ribadito più volte, non sconvolgerebbe i solidi piani dei bergamaschi. Ma non li farebbe, immaginiamo, neanche particolarmente felici.

Cura dimagrante in attacco. Il viaggio nelle cause di questo crollo verticale non può prescindere da incidenti di percorso e decisioni. L'infortunio di Duvan Zapata, ai box da Natale, unito alla verve smarrita da Muriel, sono fattori che hanno avuto il loro peso. Non cercare sul mercato un tampone, però, è stata una precisa scelta della dirigenza, su cui ci siamo soffermati più volte e che non ha pagato. Nelle ultime dieci partite di campionato, l'Atalanta ha segnato appena otto gol: soltanto Cagliari, Venezia, Empoli, Bologna e Genoa hanno fatto peggio. Il miglior attacco della Serie A, onore di cui la Dea si è fregiata negli ultimi tre campionati, è soltanto un ricordo.

A fine ciclo? A proposito di scelte: Musso è finito dietro la lavagna contro gli azzurri. Non è la prima volta: anche se sarebbe eccessivo addossare al portiere - ottavo per clean sheet, ma anche diciassettesimo per numero di parate - le responsabilità di un finale di stagione deficitario, resta il dubbio che i 20 milioni estivi siamo stati un buon investimento. Soprattutto in un momento storico nel quale si parla tanto di giovani (qualcuno ha detto Carnesecchi?) o in cui uno come Silvestri è stato pagato quasi dieci volte di meno. Tornando al quadro complessivo, l'impressione che la Dea dà è quella di una squadra a fine ciclo. In estate, per dirne una, si romperà definitivamente il dualismo Sartori-Gasperini: spesso elettrico, ma infallibile alla prova del campo. Gomez è andato via da una stagione e mezza ormai, Ilicic è ripiombato nelle sue ombre e sono stati due protagonisti di un'epopea inarrivabile. Il dubbio, più sul come l'Atalanta finirà questo campionato, è come ripartirà in vista del futuro: visti i presupposti e i nuovi arrivi in proprietà, le basi solo solide, ma resta una sfida. I cicli finiscono, l'importante è come nascono quelli che seguono.

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