Vergara e il problema della Nazionale: "La mia storia sia d'esempio: ho 23 anni, non sono giovane"
Nella lunga intervista concessa da Antonio Vergara ai microfoni de Il Mattino, il calciatore del Napoli ha anche parlato della Nazionale. Queste le sue parole, iniziando da un giudizio sul compaesano Pio Esposito: "Pio è fortissimo, ovvio che la maglia dell’Italia è un sogno che tutti hanno nel cuore. Ma abbiamo un ct come Roberto Mancini che saprà fare le scelte giuste".
Ma davvero il problema è che non ci sono più ragazzi che giocano in strada?
"Io in strada, a dire il vero, ci giocavo: i tornei dei vicoletti sono tutti impressi nella mia memoria, come le botte che ci davamo e le regole che non c’erano. Però non penso sia questo il problema: bisogna avere il coraggio di puntare sui giovani, farli sbagliare e poi difenderli senza stare sempre lì a puntare il dito al primo errore".
Lei a 23 anni si sente ancora giovane?
"No, per nulla. Forse uno dei problemi può essere anche questo: considerare uno di 23 anni un giovane. Spero che anche la mia storia abbia aiutato ad aprire gli occhi a tutti, è come una piccola guerra generazionale: la maturità calcistica non ha età perché la si può raggiungere anche a 18 anni"
Di tutti questi stranieri che ci sono in Serie A che pensa?
"Non mi arrabbio ma penso che sia un peccato spendere tanti soldi quando tante belle realtà ce le abbiamo a casa nostra. Come Favasuli. Ma anche tanti altri che non hanno avuto un’occasione. Il problema è qui: bisogna dare ai ragazzi una possibilità".






