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Zoff: "Non mi sono mai pentito delle dimissioni dall'Italia. Non cambierei nulla del mio passato"

Zoff: "Non mi sono mai pentito delle dimissioni dall'Italia. Non cambierei nulla del mio passato" TUTTOmercatoWEB
© foto di Lorenzo Marucci
Lorenzo Di Benedetto
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Lorenzo Di Benedetto
lunedì 28 febbraio 2022, 10:08Serie A

Nel giorno del suo ottantesimo compleanno, Dino Zoff, ex portiere della Juventus e della Nazionale italiana, è intervenuto a Radio Anch'io Sport, sulle frequenze di Radio Rai. Queste le sue parole: "La famosa partita sull'aereo a scopa è stata la ciliegina sulla torta sul Mondiale del 1982, insieme alla parata contro il Brasile che tutti mi ricordano sempre. Una cosa fondamentale. I brasiliani però festeggiavano e non capivo se l'arbitro avesse visto bene, sono stati secondi interminabili".

Perché quel Mondiale è stato il più amato dagli italiani?
"Abbiamo iniziato con critiche feroci e terminato con un crescendo incredibile. Abbiamo fatto tanti gol su azione, non so se risuccederà. La spettacolarità del nostro Mondiale sarà difficile da ripetere, abbiamo giocato alla grande e ha tutte le componenti per essere ricordato per sempre".

Cosa ricorda dello scudetto del 1982?
"Il rigore di Brady, che poi ci ha dovuto lasciare per far posto a Platini. Era una grande persona".

Baratterebbe un successo da calciatore con quello a Euro 2020 sulla panchina dell'Italia?
"No no, non sono abituato a barattare niente. In quel momento si vede che non potevo fare diversamente. Nello sport ci sono avvenimenti negativi, ma ci stanno. Sono concreto e autocritico".

Qual è stato il messaggio di auguri che l'ha sorpresa di più?
"Devo ancora capirlo, ne ho ricevuti tantissimi e non so quale scegliere. Il traguardo degli 80 è quasi una fregatura (ride ndr). Sono stato subissato di grandi messaggi di affetto".

Un messaggio per Furino che non se la sta passando bene.
"Indubbiamente è un dispiacere che non stia bene, era un combattente leale in campo. Magari antipatico per gli avversari ma era speciale sul terreno di gioco".

Si è mai pentito di aver dato le dimissioni dopo Euro 2000?
"No, non mi sono pentito. Quando partono i fulmini non sono quasi mai a ciel sereno, qualche nuvole c'era. Il passato è passato, le cose sono andate così".

Giusto che il calcio di esprima sulla guerra in Ucraina?
"Sì, poi comunque da lì ad andare oltre ce ne corre. Una presa di posizione però è giusta, sempre nelle regole delle cose".

Il Napoli ha vinto con la Lazio. Sarà una volata a tre per lo scudetto?
"Direi di sì, il Napoli dopo la partita di coppa ha fatto un cambiamento notevole. Sarà un grande finale di campionato, mi fa piacere per gli azzurri che mi avevano spaventato dopo la gara contro il Barcellona".

Cosa pensa delle qualificazioni al Mondiale dell'Italia di Mancini?
"Le possibilità più facili le abbiamo sprecate, contro Svizzera e Irlanda, ma sono fiducioso, dalle difficoltà tiriamo sempre fuori qualcosa di buono".

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