Lombardo: "Sampdoria scelta di cuore. Tutti uniti per raggiungere la salvezza"
Prima in panchina da allenatore della Sampdoria per Attilio Lombardo. Dopo l'esonero di Gregucci e Foti sarà proprio l'ex centrocampista blucerchiato a sedersi sulla panchina e guidare la squadra sabato sera contro il Venezia. In vista della gara del "Ferraris", il tecnico ha parlato in conferenza stampa dal centro sportivo "Gloriano Mugnaini" di Bogliasco.
Le tue emozioni per questa tua opportunità.
"L'emozione è tanta. Guidare la squadra del cuore per la prima volta mi porta un po' più responsabilità. Mi sembra di essere tornati quando da ragazzini si iniziava ad andare a scuola anche se le difficoltà a scuola sono meno. Non dico di essere sereno. Sono emozionato ma sono anche certo che da quando inizierà la partita tutto svanirà".
Che spiegazione ti dai per questo momento che sta vivendo la squadra?
"Purtroppo quando si arriva a questo tipo di riaggiornamento non è mai facile dare una spiegazione. Non voglio paragonare la mia presenza adesso con quella dell'anno scorso. Devo ricordare che l'anno scorso sul campo eravamo retrocessi prima di ottenere quelle due possibilità da chi poi è stato punito. Parto da quel concetto: dal fatto che non siamo riusciti a fare il miracolo, poi lo abbiamo fatto successivamente. Ho la disponibilità di testare questi ragazzi che vogliono concludere molto prima il discorso salvezza senza i playout. Voglio pensare positivo e che queste nove partite siano sufficienti alla salvezza. Ma possono esserlo solo se noi lo vogliamo. Non ho mai dato peso al mio essere stato ex giocatore ma mi porto dietro tante nozioni che sono la mentalità, il cuore ma soprattutto l'essere umili. A me l'umiltà ha portato ad amare una situazione che non amavo come la Sampdoria. Mi è entrato nel DNA, nel sangue e io voglio trasmetterlo a questi giocatori. Non è mai stato facile per nessuno. La storia è la storia di tutti ma voglio che abbia un lieto fine. E' un libro ancora sporco e noi dobbiamo cercare di schiarire la pagine. Noi in questo momento siamo colpevoli e io da colpevole voglio diventare innocente. OPer farlo dobbiamo metterci tutto quello che abbiamo step by step. Non mi lamenterò mai dei ragazzi solo se non mettono cuore".
Domani sarà una partita proibitiva.
"Non voglio fare nessun appello. Ho 60 anni, sono arrivato qua che ne avevo 23. Conosco l'ambiente e sono certo e sicuro che finché la squadra darà tutto, la gente la supporterà. Non ho paura oggi del Venezia. Sarà una partita di grande sofferenza, hanno un allenatore molto preparato che conosco benissimo. Quello che mi interessa è quanto i ragazzi vogliano veramente fare un risultato positivo. Dalla prestazione al risultato ci passa sicuramente qualcosa di diverso, ovvero il Venezia".
Differenze tecniche fra l'anno scorso e oggi.
"Questa squadra ha valori importanti. E sono quelli visti in quelle settimane dove abbiamo fatto risultati positivi. Poi un po' la paura, un po' la classifica ci hanno fatto ricadere nel loop dell'anno scorso e ha condizionato un po' i nuovi. Ma non è colpa di quelli che sono qui da tanti anni, il problema è che quando entri nel loop faticano anche i nuovi che devono portare energia nuova. Perché se non porti quello saremo piatti come gruppo e io non voglio che questo accada. Voglio una squadra che abbia non il demerito di aver perso ma il merito di essersela giocata. La vittoria la ottieni solo attraverso il coraggio".
Come affronterete il Venezia?
"Ho fatto un ragionamento che se li fai giocare nella tua metà campo è finita. Non vedremo una squadra che andrà a prenderli sempre alti perché sono molto molto bravi. Abbiamo preparato una partita sotto questo aspetto senza dimenticare quanto le palle inattive siano un qualcosa che possa determinare. Ho battuto molto sull'atteggiamento e al reagire a situazioni che si creano in partita".
TMW - Come hai visto la squadra in questo momento?
"Ho battuto molto sul fatto di tenere su la testa perché molti si buttano già di fronte a questi eventi, ovvero quando c'è un cambio di allenatore. Io speravo che tutto questo non si creasse, c'è chi magari non ha vissuto una situazione del genere e come prima volta devi cercare di sostenerli in una certa maniera. Quelli che c'erano abituati non si devono abituare perché vuole dire che anche loro devono assumersi le loro responsabilità. Se oggi Gregucci e Foti, che ringrazio, non sono qui non è un fallimento solo loro ma i tutti noi, me compreso. Io penso che la squadra stia bene a livello mentale, abbiamo fatto anche un doppio allenamento mercoledì e ho avuto il polso della squadra, sperando di non essere smentito domani, mi dà fiducia. Il contorno ci aiuterà, ne sono certo perché i tifosi non hanno mai mollato e si sono sempre impegnati ad incitare anche in momento peggiori di questi. Sono teso ma come quando ero giocatore, io sento le partite ma sono anche convinto che la mia energia e il mio entusiasmo che voglio trasmettere ai ragazzi possa incidere in loro".
Passare da collaboratore a primo allenatore?
"Non mi crea nessun problema perché i ragazzi prima mi chiamavano 'Attila' e ho detto di continuare a chiamarmi così. Dicevo prima che, qualsiasi cosa avessero bisogno, di appoggiarsi sulle mie spalle ed oggi possono farlo comunque. Non è facile fare l'allenatore quando devi ribaltare la situazione che si è creata e che noi non volevamo. Non è facile decidere e scontentare qualcuno. Tutti siamo utili, nessuno indispensabili. Ma tutti sono utili. Se vogliamo ottenere uqlacosa lo faremo tenendo serrata tutta la squadra. Sul mio futuro, se è oggi, domani o dopodomani tornerò a fare quello che ho fatto prima. Per amore della Sampdoria, ho sempre detto, farei le righe di Bogliasco e Marassi. La mia seconda pelle è blucerchiata e non lo devo nascondere. Devo ringraziare la società che mi hanno dato questa opportunità".
Esposito e Brunori non stanno facendo bene. Chi altrove ha reso bene qua fatica di più.
"So questa situazione e sanno benissimo anche loro che possono incidere di più. E mi aspetto qualcosa di più ma non solo da loro. Stanno rendendo forse al di sotto, non lo so, ma l'impegno non è mai mancato. Di incidere di più l'ho sempre chiesto perché la gente, la società e il sottoscritto si aspetta tanto. I colpevoli sono tutti se abbiamo fallito".
Cosa ti ha detto tua figlia?
"Mi ha detto: 'Sei sicuro?'. Io le ho risposto: 'Sei sampdoriana? Ecco, fai conto che un tifoso sampdoriano è andato in panchina e si è preso la briga di condurre la barca in porto'".
La situazione ambientale è però difficile.
"Diventerò ancora più responsabile di quello che è il mio compito. Non ho questa sensazione che i tifosi possano contestare la squadra. La contestazione è sempre stata figlia dei risultati negativi, parlo in generale non solo per quanto riguarda i nostri tifosi. Finché le cose sono ancora in ballo tutti dobbiamo essere uniti. Ai ragazzi ho detto che hanno tutto a loro disposizione e sono messi nella condizione di dare qualcosa in più. Ai tifosi non faccio appelli, dico solo 'Dateci una mano'. Ma sono sicuro che ce la daranno. Il mio sentimento non cambierà anche se iniziassero a contestarmi ma l'unione deve essere come quella dell'anno scorso. Se la gente ci sosterrà e ci darà il loro calore credo che riusciremo a ottenere quello che tutti vogliamo".
La situazione dell'infermeria? Recupererà qualcuno?
"Ne perdo forse qualcuno (ride ndr). Non recupereremo Coda, Pierini, Hendeson, abbiamo perso Abildgaard, abbiamo Ghidotti e Ferrari con la febbre. Undici giocatori in campo li metto. Se abbiamo fame non faccio il conto di chi è fuori. Le differenze fra un giocatore e l'altro sono tante ma io cerco di mettere il materiale che ho in condizione di fare una bella prestazione".
Hai paura che risultati negativi possano macchiare il tuo passato?
"Tanti mi avrebbero anche consigliato: 'Cosa stai facendo?'. Ma il cuore ti porta a non ragionare e il cuore mi ha detto di dire di sì. Il cuore ti porta sempre lì. Sono una persona con un forte senso di appartenenza e questo lo voglio trasmettere ai ragazzi. E voglio sia trasmesso con i fatti. Non ho paura delle critiche, non scapperò se accadrà il peggio. E' l'occasione per ribaltare tutto".
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