Bari, Artioli: "Quando sono arrivato ero emozionatissimo, non ho esitato a dire sì"
Federico Artioli, centrocampista del Bari, è intervenuto a 'Il bianco e il rosso TB Sport'. Così l'ex Mantova si è espresso sulla rete di sabato scorso: "Sicuramente la deviazione ha influito, non so come sarebbe andata senza, ma va bene così. Prima della partita, con Manu (Rao), gli ho detto di scaricare dietro quando arrivava sul fondo perché avevo visto di avere possibilità di tiro. Non ci ho pensato due volte".
Sull'arrivo a Bari: "Quando sono arrivato, ero emozionatissimo. Già da avversario, giocarci contro era pazzesco. Non ho esitato a dire si, nonostante i primi dieci giorni fossero quelli post intervento. Sono felicissimo, mi hanno accolto tutti bene e ci sono lavoratori e compagni eccezionali".
Su cosa chiede Longo: "Di essere aggressivi, cattivi e compatti. Rao dà una grossa mano, e si sacrifica, nonostante dia il meglio in fase offensiva e sia devastante quando punta l'uomo. Io mi trovo bene perché cerchiamo di proporre un gioco importante, tra verticalizzazione e profondità per gli attaccanti".
Sulla trattativa per giungere in biancorosso: "È andato tutto a buon fine. Quando mi ha chiamato Di Cesare, abbiamo avuto un bel dialogo e siamo stati sinceri entrambi. Questa problematica era verso la fine, affinché tutto andasse per il verso giusto. La trattativa è stata lampo: al Mantova la nuova guida tecnica ha fatto altre scelte, rispettabili".
Sulla gara di dopodomani: "Veniamo da un risultato molto positivo e dobbiamo andare a Frosinone a fare la nostra partita. La squadra è forte, come dice la classifica, e stiamo cercando di trovare le soluzioni migliori per subire il meno possibile".
Sulle ultime due partite ed il ritiro: "Non siamo una squadra morta, ma neanche fuori dai problemi. Questi vanno risolti insieme. Abbiamo avuto un riscatto dopo una sconfitta da accantonare subito, dando un segnale ma non abbiamo fatto ancora niente. Il ritiro ci ha aiutato per cercare di reagire dopo quella prestazione negativa di Pescara".
Sul rapporto, in campo, con Maggiore: "Con Giulio mi trovo veramente bene. Lui compensa le mie carenze e viceversa. La sua carriera parla per sé. Dopo Empoli gli ho chiesto come avesse questo fiuto per il gol. Ma anche Traore, Braunoder e Verreth costituiscono un bel reparto".
Su gli idoli: "Non ne ho uno in particolare, ma mi piaceva tantissimo Sergio Busquets, come ora Calhanoglu, Modric, Nainggolan ai tempi della Roma". Le sue parole riportate da TuttoBari.com.
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