Cronaca della settimana decisiva per l'Empoli: ingiustizie arbitrali, ritiro e voci sul futuro
Una settimana decisiva. L'Empoli è reduce da un terremoto arbitrale, dalla chiamata dell'AIA che ha confermato l'errore di Fabbri, dal ritiro, dalla testa che è tutta per una gara che vale più di tre punti. La gara contro l'Entella è un mattone per il futuro. E arriverà, tra due giorni, dopo giorni in cui sono accadute tante cose. Tante parole e dichiarazioni, tra l'oggi e il domani. Richieste di giustizia e correttezza verso i fischietti e di un ritiro per far gruppo e per compattarsi.
Andiamo con ordine partendo da una delle tante copertine della settimana azzurra. "Siamo tutti arrabbiati e delusi, era una partita decisiva. Devono spiegarmi cosa stanno facendo. Non è un alibi, ma è assurdo non intervenire su un rigore così evidente", aveva detto nel post gara il direttore sportivo Stefano Stefanelli. Fermezza ma lucidità, dritto al punto. Ve lo abbiamo già raccontato su queste colonne, il club ha ricevuto una chiamata non certo comune ma che evidenzia ancor di più l'incredibile topica del direttore di gara Marco Serra: l'AIA ha confermato lo sbaglio e per questo non lo ha designato nel prossimo turno di B. Gli arbitri hanno affidato una gara così delicata a un fischietto di grande esperienza come Livio Marinelli.
Poi il ritiro, le porte chiuse. L'Empoli, guidato da mister Fabio Caserta, "che non è in discussione", Stefanelli dixit, ha ritrovato le sue pedine. Ha lavorato a porte chiuse, in silenzio, concentrato su una gara così importante. Mancherà solo Pellegri, il resto della truppa è arruolata e arruolabile.
E ieri a Il Tirreno, il Presidente, Fabrizio Corsi, ha confermato tutto il gruppo, ha detto 'grazie' e chiesto 'scusa' ai tifosi per un'annata così difficile. Ha confermato l'esistenza di una trattativa per un socio, ma per quel futuro, per uno con Corsi all'interno del club o no, ci sarà tempo. "Conta la partita con l'Entella, solo quella". Lo hanno detto tutti in casa Empoli, in una stagione che è in un terremoto, dopo le ingiustizie arbitrali della scorsa settimana.
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