Cremonese, Pecchia: “Mantova segnale importante. Serve lo stesso spirito col Benevento”
autore
Luca Bargellini
Luca Bargellini
Oggi alle 19:19Serie B
autore Luca Bargellini
30.10.2026 19:19Serie B
Il tecnico grigiorosso presenta la sfida dello Zini: “Dobbiamo ritrovare il rapporto con i tifosi. Il successo di Mantova ci ha dato fiducia”
www.imagephotoagency.it
Dare continuità alla vittoria conquistata a Mantova e ritrovare il feeling con il pubblico dello 'Zini'. Sono questi gli obiettivi della Cremonese in vista della sfida contro il Benevento, valida per la decima giornata di Serie B. Alla vigilia dell'appuntamento, Fabio Pecchia ha analizzato il momento della squadra, soffermandosi sulle indicazioni positive arrivate dall'ultima trasferta, sul contributo dei giovani e sulle possibili soluzioni tattiche a disposizione.
Contro il Mantova la squadra ha tenuto un baricentro più basso, forse anche per merito degli avversari. Può essere una soluzione per esaltare le caratteristiche di alcuni giocatori, dai difensori centrali agli esterni offensivi?
“Sì, può essere una soluzione e un atteggiamento da adottare in determinati momenti. A volte è anche merito dell'avversario, ma noi dobbiamo saper fare entrambe le cose: andare a prendere gli avversari alti, come accaduto in occasione del primo gol, quando abbiamo pressato il portiere e recuperato palla, oppure ripartire da una posizione più bassa, come in occasione della seconda rete. È una questione di strategia, ma l'aspetto più importante è lo spirito. Quello mostrato a Mantova deve essere la base sulla quale costruire prestazioni e vittorie. Anche domani abbiamo la voglia e l'interesse di dimostrarlo sul campo”.
Considerate le assenze e la squalifica di Barbieri, possiamo vedere Licina, fresco di rinnovo, schierato come terzino destro?
“Mi fa piacere per il ragazzo e per il rinnovo. È anche una dimostrazione della prospettiva del club, che vuole puntare sui giovani, valorizzarli e seguirne costantemente la crescita e il miglioramento. Licina è un giocatore che può darci qualcosa, anzi tanto, così come molti altri giovani. Vedremo: è un'opzione, ma resta una delle possibilità”.
Come è andata la settimana dopo la vittoria di Mantova? Come stanno i ragazzi e il gruppo? La parola d'ordine è continuità?
“È stata una settimana relativamente corta, ma abbiamo avuto il tempo per recuperare le energie e ripartire. La nota negativa di Mantova è stata non avere al nostro fianco i tifosi, che forse più di chiunque altro meriterebbero qualche gioia e soddisfazione, considerando il momento. Domani abbiamo un'opportunità: abbiamo bisogno di riprenderci il nostro stadio e ritrovare il rapporto con i nostri tifosi. Tutto dipenderà dal nostro atteggiamento e dallo spirito, perché credo che ciò che è piaciuto maggiormente, anche al nostro pubblico, sia stato proprio quello mostrato a Mantova”.
I giovani hanno dato un contributo importante alla vittoria di Mantova. Quanto possono trovare spazio anche dal primo minuto contro il Benevento?
“Non è importante che partano dall'inizio, quanto averli a disposizione. Ci sono stati momenti in cui alcuni giovani hanno trovato meno spazio, ma questo non significa che non fossero presi in considerazione. Era semplicemente il momento. Devono continuare a lavorare e farsi trovare pronti, perché a Mantova è successo proprio questo: oltre a Lottici Tessadri, anche Lordkipanidze ha dato un contributo grandissimo. Può capitare a Licina, a Herzuah e a tutti gli altri ragazzi che abbiamo nel gruppo. La cosa importante è lavorare e continuare a farlo: quando arriverà il momento, credo che sapranno darci soddisfazioni. È già successo con altri ragazzi, come Stukler. Questo deve diventare un patrimonio della nostra squadra e vogliamo tenercelo stretto”.
A Mantova avete trovato una certa solidità difensiva, nonostante l'uscita immediata di Vogliacco e l'ingresso di Lupo. Qual è il prossimo passo?
“Dobbiamo migliorare ancora in tante cose. La vittoria ci ha dato tre punti importanti, ma anche maggiore consapevolezza e fiducia nel gruppo. Sappiamo che la strada è ancora molto impegnativa e dobbiamo affrontarla con spirito, entusiasmo e soprattutto fiducia. Ci sono diversi aspetti da migliorare, ma mi sono piaciuti l'atteggiamento e il lavoro svolto dalla linea difensiva e da tutta la squadra, compresa la linea di centrocampo. Anche i giocatori subentrati hanno dato un contributo notevole”.
A centrocampo avete mostrato buoni movimenti e interessanti combinazioni. Ha già in mente come migliorare il rifornimento alla punta? Bonazzoli, intanto, ha ritrovato la sua verve e la sua fame.
“Federico ha una qualità allo stato puro e dobbiamo esserne consapevoli, noi e i ragazzi. Ci permette di valorizzare le giocate in velocità e porta in campo una qualità che va oltre la sua capacità sotto porta. È chiaro che cambiando gli interpreti cambiano anche le caratteristiche. Venivamo da un centrocampo con Grassi e Thorsby, mentre a Mantova abbiamo affrontato una squadra molto fisica con Lottici Tessadri e Berti, due giocatori dalle caratteristiche completamente diverse. Sono soluzioni differenti, ma nessuna esclude l'altra: dipende dal tipo di partita. Mi è piaciuto molto il loro atteggiamento, così come la personalità nel voler prendere la palla e assumersi responsabilità anche nei momenti in cui la partita non era particolarmente chiara”.
Il Benevento è una neopromossa, ma ha numeri importanti: è la seconda miglior difesa del campionato e arriva da sei risultati utili consecutivi. Che partita si aspetta?
“Le neopromosse seguono l'onda positiva della stagione precedente e questo si vede in tutto quello che fanno. Il Benevento ha giovani di qualità e giocatori esperti, ma soprattutto è una squadra che ha piena fiducia nei propri mezzi. Arriva da diversi risultati positivi consecutivi, ottenuti anche attraverso prestazioni di qualità. Dovremo affrontarla con la giusta umiltà, perché è una squadra viva e con le idee chiare”.
Quali giocatori non saranno a disposizione? Ci sono situazioni da valutare fino all'ultimo?
“Rispetto a Mantova mancheranno Vogliacco e Barbieri, quest'ultimo squalificato. Per il resto non ci sono novità particolari. Abbiamo qualche giocatore che ha raggiunto una condizione migliore e questo rappresenta un'opportunità in più. Insisto sempre sull'importanza di chi scenderà in campo e di tutto il gruppo che sarà a disposizione: dobbiamo affrontare la partita con grande umiltà e compattezza”.
A Mantova la partita si è messa subito sui binari giusti, con il gol iniziale e la possibilità di sfruttare gli spazi in ripartenza. Adesso la Cremonese deve dimostrare di saper fare la partita anche in casa, contro squadre che concedono meno campo, come accaduto con Virtus Entella e Juve Stabia.
“Il mio compito è trovare continuamente soluzioni, tenendo conto delle qualità e delle caratteristiche dei giocatori che abbiamo in campo. Credo però che, senza fare distinzioni tra casa e trasferta, il nostro atteggiamento debba essere chiaro. La capacità di una squadra di saper aspettare il momento giusto per colpire è una questione di maturità. Domani dobbiamo trasmettere grande energia al nostro pubblico, ma anche pazienza, perché bisogna saper gestire la partita. Dobbiamo trasmettere unità e far vedere ai tifosi questo atteggiamento. A quel punto riusciremo a creare un tutt'uno con l'ambiente, che potrà diventare una spinta essenziale per noi”.
Licina è disponibile per partire dal primo minuto? Perché a Mantova è rimasto fuori anche dalla lista dei convocati?
“Su di lui è una situazione che monitoriamo da diverso tempo, da quando si è rotto il braccio. Giocare in quelle condizioni comporta uno scompenso particolare e dovevamo tenerlo assolutamente sotto controllo. Aveva concluso una partita da novanta minuti in casa senza particolari problemi, ma era comunque una situazione da monitorare. A Mantova abbiamo deciso di tenerlo fuori, anche dalla lista dei disponibili. Adesso rientra a disposizione e sarà con noi”.
Una considerazione su Thorsby, che sta interpretando più ruoli e a Mantova ha dimostrato di saper recuperare palloni e contribuire alla costruzione. E poi sui giovani: da Lottici e Panizzi fino a Nasti, autore del gol. È un lavoro specifico quello che sta portando avanti per arricchire il bagaglio dei suoi giocatori?
“È una scelta che comporta anche un'assunzione di rischio, perché mi rendo conto di essere esposto alle critiche quando sono nella fase di costruzione di alcuni giocatori o provo a dare loro una prospettiva diversa. Non voglio cambiare il ruolo a nessuno, ma offrire nuove possibilità e arricchire il bagaglio di ciascuno, tenendo conto delle esigenze delle gare. Per quanto riguarda Nasti, è una grande soddisfazione. Sta dimostrando grande applicazione in un ruolo che sta scoprendo e che può ricoprire da attaccante esterno, capace di attaccare la porta. Il gol è arrivato proprio in questo modo: non è necessario essere nella zona centrale per attaccare la porta, si può farlo anche partendo da una posizione diversa. Dai giovani sono arrivati segnali positivi, per l'entusiasmo e la leggerezza che hanno trasmesso. In un momento di tensione, legato alla mancanza di risultati, può esserci rabbia e anche un po' di sconforto. Serve però la giusta leggerezza per affrontare le partite, perché alla fine si tratta sempre di calcio e bisogna giocare con lo spirito corretto”.
In Serie A e in Serie B si vedono sempre più partite ricche di gol. Il calcio che praticava da giocatore era diverso: oggi lo 0-0 sembra quasi un risultato da evitare. Le piace questo tipo di calcio?
“Per chi guarda è sempre bello quando ci sono tanti gol. A me piace vedere una squadra che giochi un calcio divertente e che segni. È qualcosa che ho sempre ricercato e continuo a ricercare anche oggi. Se poi una squadra riesce a fare gol senza subirne, per me è la situazione perfetta. L'obiettivo è proporre un calcio divertente e, per esserlo, bisogna segnare, perché il gol rompe gli equilibri. Naturalmente, riuscire a mantenere anche una certa solidità difensiva sarebbe la cosa ideale”.
Dopo la partita di Mantova ha parlato di un percorso di avvicinamento alla sua Cremonese. Quanto è cresciuto questo processo? La prestazione di martedì le ha dato nuove indicazioni, anche in vista del momento in cui avrà tutta la rosa a disposizione?
“Per me è importante avere tutta la rosa a disposizione, come abbiamo sempre detto, perché questo rappresenta un vero vantaggio. Con le rotazioni e gli interscambi tutto diventa più semplice e meno impegnativo. La partita di Mantova ci ha dato un'indicazione importante. Abbiamo schierato un centrocampo composto da giocatori non particolarmente strutturati o di grande esperienza, ma i due ragazzi hanno dimostrato qualità e personalità, riuscendo a mantenere un buon equilibrio. È un segnale positivo. Ci sono risposte che soltanto il campo può dare: uno può immaginare una soluzione, ma poi è la partita a fornire la risposta. I ragazzi lo hanno fatto e questo rappresenta un altro mattoncino nella costruzione della squadra. Per sviluppare uno stile di gioco chiaro serve tempo, ma sono contento del lavoro e dell'applicazione di tutti. Naturalmente vogliamo ottenere di più, lo sappiamo, e soprattutto lo sanno i nostri tifosi. Noi lavoriamo per raggiungere questo obiettivo e dare loro soddisfazioni”.
Ha la sensazione che la squadra sia diventata meno “imborghesita”, più concreta e maggiormente vicina alle caratteristiche della Serie B?
“Sì, ma non significa che prima non ci fosse questa componente. La partita di Mantova ha dimostrato che ci sono gare di Serie B che vanno vinte anche in un certo modo. Ci sarà poi il momento in cui avremo bisogno di qualcosa di diverso, di qualcosa in più. Ma la partita di Mantova ormai è passata: dobbiamo pensare al Benevento. Quella vittoria è un altro mattoncino nel nostro percorso”.
Altre notizie
Oggi


