Ascesa e caduta di Solmate alla Juve Stabia: dai proclami sulla A al totale abbandono
La storia fra la Juve Stabia e Solmate (inizialmente Breda Holdings) inizia nel gennaio del 2024 quando il fondo d’investimento presieduto da Daniel McClory entrò come socio al fianco dell’allora presidente Antonio Langella con l’obiettivo di acquistare l’intero pacchetto azionario del club e “portare la Juve Stabia a livello internazionale”. Nel gennaio del 2025 arrivò il closing per il 22% delle quote, una percentuale che salì poco dopo al 34,62 % con l’obiettivo di diventare socio di maggioranza del club. Per questo passaggio si dovette aspettare l’aprile del 2025 quando la FIGC diede il via libera definitivo al passaggio di proprietà che porterà l’allora Breda Holdings al 51,80% delle azioni fino all’acquisizione, nello scorso dicembre, del restante 48% in mano ancora all’ex numero uno Langella che segnò la fine di un’era e l’avvio di un nuovo capitolo che doveva rappresentare un salto in avanti per il club e la città.
Il passaggio da Breda Holdings a Solmate e le criptovalute
In mezzo, nel settembre 2025, la trasformazione di Breda Holdings in Solmate dopo la chiusura di un’operazione dal 300 milioni di dollari con il club che in una nota ufficiale si congratulava così: “La Juve Stabia esprime le sue più sincere congratulazioni al suo azionista di maggioranza, Brera Holdings PLC (simbolo azionario: BREA), quotata al Nasdaq, per il completamento con successo dell’operazione di finanziamento PIPE (Private Investment in Public Equity) da 300 milioni di dollari, conclusa oggi sui mercati internazionali. A seguito dell’operazione odierna, le azioni Brera emesse a favore di Juve Stabia per aumenti di capitale, quando la società al Nasdaq ha acquisito la sua posizione di maggioranza del 52%, sono ora presenti nel bilancio del Club per un valore compreso tra 10 e 15 milioni di dollari”. Da lì il cambio di denominazione: “di fatto Brera Holdings cambierà nome e diventerà "Solmate" Amico di Sol, insomma. Ma cos'è SOL? È una cryptovaluta americana che si chiama Solana: un'unità vale 206 euro allo stato attuale e dietro l'operazione ci sono diversi investitori finanziari di spessore”.
I passi successivi
Anche l’intervento della magistratura e dell’antimafia, con la decisione di mettere il club sotto amministrazione giudiziaria, non sembrava aver scalfito l’intenzione della nuova proprietà – che pochi mesi dopo completerà l’acquisto del 100% delle azioni – di rilanciare il progetto in terra campana. A gennaio infatti venne nominato un certo Avram Grant, ex tecnico fra le altre del Chelsea con cui arrivò in una finale di Champions League, come capo delle operazioni calcistiche del gruppo. Una nomina che fece rumore visto il personaggio, ma che oggi è descritta come ‘fumo negli occhi’. Seguirono le dimissioni dell’amministratore delegato Filippo Polcino per “volontà della nuova proprietà”, e le nomine di Fabio Scacciavillani come presidente esecutivo del CdA che assieme a uno dei membri dello stesso, Ron Sade, lo scorso febbraio parlava senza mezzi termini di puntare alla Serie A: “Siamo qui per sostenere il club nella corsa ai playoff e magari, quando le circostanze saranno mature, puntare alla Serie A. Se dovessimo centrare i playoff, possiamo disputarli per vincerli”. Un’esperienza quella di Scacciavillani durata giusto un paio di mesi prima delle dimissioni di pochi giorni fa che riportarono in sella proprio Polcino nominato nuovo Presidente esecutivo del club.
La situazione attuale
Di oggi la bomba sganciata dagli amministratori giudiziari Mario Ferrara e Salvatore Scarpa che hanno puntato il dito contro Solmate annunciando che il fondo ha lasciato sola la Juve Stabia e che non coprirà le prossime scadenze svelando anche che le scorse, relative a febbraio, vennero coperte dall’ex presidente Langella e dallo sponsor Guerri. Una situazione che rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza del club campano e aprire anche all’arrivo di faccendieri e bancarottieri dopo che a Solmate non è riuscita la speculazione sperata: “Sappiamo che Solmate sarebbe disposta a cedere il club a zero dopo aver tentato una speculazione. La nostra priorità è salvare la gestione ed evitare che la società finisca nelle mani di faccendieri o bancarottieri”.
Dai sogni di Serie A dunque a una realtà che rischia di mettere in pericolo il futuro del club nonostante risultati sportivi più che positivi e compromettere un finale di stagione che vede le Vespe in piena corsa per un posto nei play off. Una situazione da monitorare con attenzione e che getta un’ombra su certi fondi d’investimento stranieri che sembrano più interessati a speculare e fare business che non a investire sul lato sportivo per ottenere successi e vittorie.











