L'Italia soffre un tempo e poi batte la Serbia: il 3-0 tiene le azzurre in corsa per il Mondiale
L'Italia Femminile vince 3-0 sulla Serbia, soffrendo per poco più di un tempo, e tiene viva la qualificazione diretta per il Mondiale del prossimo anno in Brasile. Le Azzurre infatti salgono a quota otto in classifica e ora attendono il risultato di Danimarca-Svezia (1-0 all'intervallo per le biancorosse) per ragionare in vista dell'ultima gara del Gruppo 1 di qualificazione.
Primo tempo di sofferenza
Si preannunciava una gara diversa rispetto a quella d’andata e così, per il momento, è stato. All’Arena Garibaldi la Serbia si dimostra più solida di qualche mese fa e complica i piani di un’Italia che ha anche tremato nei primi minuti di gioco in un paio di occasioni che le ospiti non sono riuscite a concretizzare a dovere. Alla distanza però le Azzurre crescono e si fanno vedere con maggiore continuità nei trenta metri avversari pur senza riuscire a sfondare la retroguardia avversaria ben guidata da Damjanovic. L’occasione migliore capita a Girelli dopo la mezz’ora con la numero 10 italiana che scatta sul filo del fuorigioco, ma in acrobazia non riesce a trovare i pali della porta di Kostic. Successivamente ci provano anche Caruso e Giugliano, ma senza riuscire a preoccupare le serbe. La risposta arriva quasi allo scadere con Ivanovic e Matejic che provano la conclusione dal limite senza fortuna, e nel secondo caso con un'azione viziata da un fallo su Soffia.
La sblocca Bergamaschi
Anche nella ripresa, con Cantore al posto di Dragoni, il copione non cambia con l’Italia che produce di più, ma non trova la via del gol nonostante i diversi tentativi di Girelli che sbatte su Kostic o manca di un pizzico di precisione. All’ora di gioco finalmente le azzurre sbloccano la gara grazie a un colpo di testa, dimenticata sul secondo palo, di Bergamaschi su cross di Greggi dalla destra. Il gol galvanizza la squadra di Soncin che va alla ricerca del raddoppio assediando l’area serba con le balcaniche che resistono anche grazie a un pizzico di fortuna (conclusione di Giugliano deviata sulla traversa da una difenditrice).
Caruso e Bonansea calano il tris
Raddoppio che arriva a meno dieci dalla fine con Bonansea che sfonda ancora a destra e mette in mezzo un pallone su cui Caruso arriva puntuale battendo Kostic con una conclusione non pulitissima, ma molto efficace. Quasi allo scadere è la stessa numero 11 azzurra a calare il tris scattando sulla corsia d’appartenenza per poi rientrare e calciare in porta trovando questa volta una portiera serba meno attenta che in altri casi.











