Benevento, inizia l'era Agostinelli. La salvezza è ancora alla portata
Altro giro, altro ribaltone. Dopo la clamorosa sconfitta interna contro la Spal, l'oramai ex tecnico del Benevento Roberto Stellone ha rassegnato le proprie irrevocabili dimissioni "perchè credo di non poter incidere più, ci ho messo entusiasmo e buona volontà riscontrando impegno da parte dei ragazzi ma oggi c'è solo da chiedere scusa e da prendere una decisione tale da dare, si spera, una scossa". Un fulmine a ciel sereno per la proprietà che, nelle settimane scorse, al di là dei risultati aveva notato un atteggiamento a tratti più propositivo di una squadra che non vale assolutamente l'ultima posizione di classifica e che ha tutte le carte in regola per vivere un finale di stagione diverso, tale da sperare nella salvezza diretta pur con un distacco di 7 punti del tutto impronosticabile a inizio anno. E questo conferma che il responsabile non può certo essere il presidente Vigorito che, come sempre, ha investito ingenti risorse mettendo a disposizione dei vari tecnici un organico che, sulla carta, non è inferiore a quello di realtà che si ritrovano nella zona sinistra della graduatoria. Al patron va dato atto d'aver sempre cercato di creare entusiasmo, con una campagna abbonamenti a prezzi accessibili, continui appelli alla tifoseria e il coraggio di metterci la faccia quando sarebbe stato più semplice per tutti restare dietro le quinte senza prendersi responsabilità. Ora tocca ad Andrea Agostinelli. E' la scelta giusta? C'è chi legge il curriculum del tecnico e manifesta perplessità.
Da anni il mister non allenava in Italia e tutte le ultime esperienze si erano chiuse con esonero, da primo in classifica come a Salerno o in zona retrocessione come - ad esempio - Napoli, Triestina, Piacenza e Crotone. Lontanissimi, dunque, i tempi in cui la sua Ternana giocava un buon calcio o fu artefice del miracolo Pistoiese, portata in B dalla C e poi salvata al netto di una penalizzazione di 4 punti. Poi avventure all'estero, quest'ultima con i maltesi del Gudja United. Club che ha lasciato non appena è arrivata la chiamata del presidente Vigorito che, per esperienza e voglia di riscatto, ha individuato in lui l'uomo giusto. Ora c'è la Reggina dell'ex Inzaghi, avversario già fermato all'andata e che sta alternando buone prove ad altre da dimenticare. Con la spinta del pubblico (che ieri ha contestato, ma ora è il tifo che deve fare la differenza) nessun traguardo sarà precluso, chi ha in rosa Paleari, Letizia, Veseli, Improta, Glik, La Gumina, Pettinari, Viviani, Acampora, Tello e tanti altri giocatori con trascorsi anche in A non può valere l'ultimo posto e tutte queste sconfitte interne.






