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Catanzaro, Gorgone: "Sono soddisfatto della squadra. Ora voglio siano belve"

Catanzaro, Gorgone: "Sono soddisfatto della squadra. Ora voglio siano belve" TUTTOmercatoWEB
© foto di Luca Cilli
Luca Bargellini
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Luca Bargellini
Oggi alle 18:34Serie B
Giorgio Gorgone presenta Catanzaro-Carrarese, 4ª giornata di Serie B: mercato chiuso, i nuovi arrivi, le condizioni di Pecorino e D'Alessandro ancora ko

Il Catanzaro di Giorgio Gorgone torna a giocare in casa al Ceravolo nella quarta giornata di Serie B 2026-2027, ospitando la Carrarese dopo un avvio da zero punti in tre trasferte. In conferenza stampa il tecnico giallorosso ha fatto il punto sul calciomercato appena chiuso, sulle condizioni degli infortunati e sui nuovi acquisti, oltre a spiegare la lettura tattica delle prime gare stagionali. Di seguito tutte le sue dichiarazioni.

Finalmente il mercato è chiuso, un giudizio complessivo sulla sessione: si aspettava qualcosa di diverso?
"Si è chiuso, oggi siamo questi, quindi sicuramente una cosa in più, meglio così che avere sempre l'incertezza. Il peccato del mercato è che a volte arrivano dei giocatori che non sono, su questo devo essere onesto, così in forma, perché arrivano da situazioni diverse dove qualcuno si è gestito, qualcuno ha fatto a parte, quindi questa cosa un po' pesa e condiziona la condizione del singolo giocatore. Dal mercato non mi aspettavo una diaspora del genere, però poi ne ho preso atto rispettando e capendo le esigenze di tutti. So che il direttore ha cercato di fare il massimo, so che tante volte non ha potuto perché i giocatori hanno scelto cose diverse. Alla fine i ragazzi che sono arrivati, qualcuno ha ampi margini di crescita, solo che in questo giochino la crescita deve essere veloce, perché sennò se diventa troppo lenta diventa un problema. Io sono soddisfatto della squadra che abbiamo, avrei voluto averli soltanto un po' più in forma, almeno 3-4 elementi anche importanti che sono arrivati, però piano piano credo che stiano alzando la condizione".

Si torna al Ceravolo dopo un inizio complicato: come è stata impostata la sfida con la Carrarese?
"Torniamo in casa dopo tre partite difficili, complicate, però è importante poi giocare in casa. Perché? Perché è diverso, altrimenti nella statistica di tutti i campionati del mondo non ci sarebbe la differenza tra chi gioca in casa e fuori casa. Detto questo, è vero, abbiamo fatto a tratti delle buone gare, a tratti abbiamo un po' sofferto, come è normale che sia, abbiamo raccolto molto poco secondo me, però ormai è andata, quindi rimane quel numero impietoso di zero e domani è una partita importantissima per noi e speriamo di vincere".

Sulla pressione del risultato, soprattutto sui giovani: "È una cosa normale che avviene quando sei dentro una squadra di calcio e parti male, oppure in un momento negativo. I periodi sono ciclici, nel senso che c'è un momento in cui magari sblocca tutto e un momento in cui va meno bene, bisogna avere questa forza, questo coraggio, questa intraprendenza di affrontare le partite nella maniera giusta, perché altrimenti diventa un autogol. Sì, ci potrà essere un po' più di tensione se al contrario avessimo fatto sei, sette, otto, nove punti. Fa parte del gioco, è un peccato, mi dispiace. Quando ho usato quella parola, mortificato, è vero, sono mortificato, poi ho letto il significato esatto: quando arrechi dispiacere anche agli altri oltre che a te stesso, quindi a me dispiace molto. Però sono uno che archivia molto, riesco a stare sott'acqua tanto, non pensavo di starci anche qui appena arrivato, però la vita riserva sempre sorprese nuove. Sono convinto che questa squadra ha le possibilità di riaccelerare, di risalire, sarà una partita complicata come tutte sono e noi speriamo di farci trovare pronti".

A parte D'Alessandro, la squadra è ormai pronta e arruolabile. Dal punto di vista psicologico, come ha trovato il gruppo dopo il bagno di folla alla presentazione ufficiale?
"Gli infortunati sono D'Alessandro e Tchaouna, quindi sono entrambi ancora out. È stato molto inaspettato e molto bello quello che è avvenuto alla presentazione, segno di una maturità da parte di un popolo e di un tifo che non è scontato, perché al giorno d'oggi c'è molto isterismo in tutto. Mi ha fatto molto piacere, per me ma soprattutto per loro. I ragazzi li vedo centrati, forse sono anche un po' memori di quello che è successo in passato, che ogni tanto si partiva col freno tirato. Per me conta poco questo, perché poi ogni stagione è diversa, però non ho visto una squadra intimidita, questo sì".

Nelle tre gare giocate, in particolare l'ultima col Sudtirol, avete provato a vincerla fino alla fine: è stato un piccolo peccato di presunzione?
"Ci sta la valutazione che ha fatto adesso. Presunzione, non so, forse sì: se avessimo avuto 4 punti magari l'inerzia della gara trasmetteva questo, adesso abbiamo la possibilità di farlo. Ho ragionato anche su Pecorino, che ha giocato al Sudtirol: tante volte uno cerca di individuare situazioni che potrebbero facilitare. Tutto sommato è vero, ho lasciato Iemmello, Koffi e Pecorino in campo. Se mi aveste detto: se fai un altro cambio pareggiamo 1-1 invece di perdere 1-0, avrei fatto il cambio difensivo — non credo di essere stato così spavaldo, tant'è che il gol nasce da un rinvio sbagliato del portiere, da un'eccessiva foga di Imperiale e da una conclusione particolare di Burnete. Non vedevo una squadra in sofferenza, quindi ho detto: è il momento per accelerare. Poi capisco che è legittimo che quando le cose non vanno bene si dica: prendiamo un punto. Io però vi spiego com'è stata l'analisi: dentro di me ho pensato "qui ce la facciamo", tant'è che 40 secondi prima Pietro sbaglia un rigore in movimento. Però lo accetto, ci sta".

Il terzetto difensivo titolare è fatto di calciatori di categoria: quanto è soddisfatto del reparto?
"Per me sta facendo delle ottime partite Cassandro, che l'anno scorso ha giocato poco. Imperiale è un giocatore che mi piaceva già prima. Sono giocatori di categoria che per ora hanno fatto la Serie B media, però per me c'è sempre possibilità di crescere. Candela, secondo me, è entrato molto bene al Sudtirol nel ruolo, e può rendere ancora di più. Verrengia ha fatto delle buone partite. È un reparto che deve stare sempre molto attento, perché abbiamo visto che appena succede qualcosa di strano veniamo puniti, quindi sono soddisfatto anche del reparto arretrato".

Sulle condizioni di Pecorino e Dorval, arrivati un po' in ritardo di condizione?
"Pecorino io l'ho visto questa settimana bene, si vede che sono già tre settimane che lavora in un certo modo, quindi ha alzato il livello di condizione. Stesso discorso per Dorval: a volte, se vuoi alzare la condizione dei giocatori che ritieni funzionali in quel momento, devi metterli in campo anche se magari non li vedi al massimo, ovviamente non se stanno a pezzi. A volte c'è anche questa valutazione da fare, perché per prendere forma se giochi acceleri, metti minuti dentro. Anche Dorval al Sudtirol nel secondo tempo l'ho visto in crescita, mentre nel primo tempo era un po' in difficoltà. Anche Pecorino lo vedo meglio: l'inizio era molto compassato".

Domani dovrebbe rientrare anche Pafundi: è nelle condizioni per riconquistarsi la titolarità?
"Pafundi si allena tutta la settimana con noi, a disposizione. È un giocatore che è mancato per le caratteristiche tecniche che ha, quindi è a disposizione, e anche gli altri sono tutti a disposizione, a parte D'Alessandro. Ho ampia scelta per valutare la squadra ipotetica migliore da mettere in campo".

Sui giocatori arrivati l'ultimo giorno di mercato, Pogacar, Cassa e Loubao, che tipo di calciatori sono dal punto di vista delle caratteristiche?
"Pogacar è un centrocampista, simile a Petriccione per caratteristiche, un po' più dinamico. Loubao può fare il trequartista, può fare il quinto offensivo: queste sono le caratteristiche. Cassa anche lui è un trequartista, un giocatore offensivo con dei buoni spunti".

Sull'abbondanza sulla trequarti, se è un vantaggio o una difficoltà nelle scelte: "Può essere un vantaggio e uno svantaggio, sono onesto. Perché? Perché o si centellina con tutti, oppure potresti perdere qualcuno per strada se viene penalizzato dall'impiego di un altro. Questo purtroppo è un problema che i ragazzi devono vivere, perché poi è inevitabile: se do qualche possibilità in più a un giocatore, qualcun altro non ce l'avrà, a meno che non giochi con tutti i tre trequartisti. Ai ragazzi ho detto che devono avere la forza di continuare, perché quando capita l'opportunità devono essere pronti. Mi dispiace, perché è sempre una grande amarezza quando vedi i ragazzi accantonati inizialmente, quando lavorano come tutti gli altri, si allenano bene come tutti gli altri. Domani ci saranno quattro tribune, non è facile per i ragazzi sopportare un peso del genere".

Quanto è stato complicato non affrontare le prime tre partite in casa, e quanto sarà importante riabbracciare il pubblico?
"Giocare in trasferta è stato complicato, al di là del fatto che uno può semplificare questa cosa: campo sempre campo, due porte, 11 contro 11. Però credo che a Vicenza e a Pisa, a un certo punto, la spinta della gente dia qualcosa in più: a Vicenza c'è stato un assalto di 10-12 minuti veramente spinto dalla gente, come succede sempre qui a Catanzaro quando gioca in casa. A Pisa forse un po' meno, ma questa cosa può aver penalizzato, perché ha dato agli avversari una grande spinta in un momento di difficoltà. Tornare nel proprio stadio con l'affetto della gente, con il sostegno che ho visto fare anche a Bolzano nonostante la sconfitta, penso e mi auguro che ci sosterranno fino all'ultimo, perché c'è bisogno di questo, a maggior ragione se sei un po' in difficoltà".

Sulla Carrarese: "È una squadra fastidiosa, con caratteristiche chiare: attaccanti che attaccano lo spazio, attaccanti che hanno una buona struttura. Mi preoccupa il fatto di non avere la tranquillità per far esprimere quello che sappiamo fare, che abbiamo dimostrato di fare in queste partite. Però sono convinto, ho bisogno di vedere anche altro da una squadra: a me piace questa squadra perché gioca, mi piace quello che fa in campo, ma mi piace anche una squadra che si sporca le mani, che diventa brutta e cattiva. Voglio vedere un po' di più questo, magari non ho avuto modo di mostrarlo, anche se cerco di essere abbastanza contenuto, però il calcio ha fatto anche di altre cose che vorrei iniziare a vedere un po' di più, quando le partite diventano sporche".

Sul calo di grinta notato nelle prime uscite: "A un certo punto c'è anche un aspetto che va al di là della tattica e della tecnica, un aspetto che rende questo sport bellissimo, perché poi le squadre più deboli riescono a fare imprese impressionanti: vai oltre, scavi, butti dentro al campo quello che poi fa anche innamorare la gente. Non è che non l'abbiamo fatto, è che il risultato ha scaricato: se a Vicenza, nonostante l'errore, finisce 2-2, hai fatto sfogare una squadra per un quarto d'ora, che ci può stare, ma hai tenuto botta perché hai avuto la palla del 3-1 con Koffi. A Pisa, nel secondo tempo, non ho visto una squadra scarica: ho visto una squadra che ha fatto gol, annullato per fuorigioco. È una cosa che ricerco per caratteristiche: a volte i giocatori che hanno più qualità di palleggio mostrano meno questa attitudine, io la trovo fondamentale. A volte mi piacerebbe vedere una squadra proprio di belve, che magari sbagliano qualche passaggio in più, e magari riusciamo a fare altro".

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