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Simonelli come Yamal, perché stupirsi per il debutto di un sedicenne?
Oggi alle 00:00Il Punto
di Marco Pieracci
per Tuttoc.com

Simonelli come Yamal, perché stupirsi per il debutto di un sedicenne?

Nel weekend in cui il Vicenza si scopre improvvisamente battibile e il suo allenatore Gallo, uscito sconfitto dopo una straordinaria serie positiva di 58 gare cominciata la scorsa stagione alla guida della Virtus Entella, perde il tradizionale aplomb puntando il mirino sulla terna arbitrale, sui media è stato dato un certo risalto al debutto da titolare nell’AlbinoLeffe di Thomas Simonelli, il primo classe 2009 a esordire fra i professionisti a 16 anni, 8 mesi e 22 giorni, ritoccando il precedente primato stabilito a novembre dal compagno Duranti. Riconosciuti i giusti meriti al club seriano, da sempre all'avanguardia come modello di riferimento per quanto riguarda la capacità di attingere dal settore giovanile valorizzando il prodotto locale, viene da chiedersi perché questo rappresenti l’eccezione e non invece la regola.

Facendo un rapido giro per l’Europa, Simonelli è di qualche mese più giovane di Lennart Karl, talento in ascesa valutato già 60 milioni di euro e sceso in campo nella metà delle partite ufficiali giocate quest'anno dal Bayern Monaco, cioè una delle maggiori potenze calcistiche mondiali. E lo stesso Lamine Yamal, luminosa stella 18enne del Barcellona, più o meno a quell’età aveva già vinto un campionato europeo con la maglia della Spagna, non con un ruolo di semplice comprimario ma da protagonista indiscusso della Roja.

L’Italia da questo punto di vista è ancora molto indietro, manca un bel po' di coraggio nelle scelte anche se a onor del vero dei passi avanti ci sono stati: in Serie A è cresciuto il minutaggio di calciatori italiani, spesso con esperienze pregresse in C: basti pensare ai vari Palestra, Bartesaghi e Bernasconi, ormai in orbita Nazionale e tornati maturati dalle stagioni formative trascorse nelle rispettive seconde squadre.

Il caso paradigmatico è senza dubbio quello di Vergara, giovane ma non giovanissimo avendo spento 23 candeline, tornato alla base rafforzato dagli ultimi prestiti a Pro Vercelli e Reggiana, Conte ne ha bloccato la partenza in estate intravedendo del potenziale nel ragazzo, ma senza la miriade di infortuni che ha colpito in rapida successione Anguissa, Lobotka, De Bruyne, ecc. sarebbe riuscito a ritagliarsi tutto questo spazio?

E soprattutto perché la dirigenza partenopea, ritrovandosi tra le mani un diamante grezzo da affinare con cura, ha deciso di investire altri 20 milioni sul mercato per acquistare dal Verona un suo quasi coetaneo brasiliano con numeri simili e una ventina di presenze appena nel nostro torneo? Misteri del nostro calcio.