Il fatto della settimana - Re Luigi abdica, svolta storica: ma è davvero la fine di un'era?
La notizia è di quelle che fanno scalpore: Luigi Fresco non è più l'allenatore della Virtus Verona, ruolo che ricopriva ormai da 44 anni. Una svolta storica alla quale si è arrivati in queste ore con la decisione di rassegnare la dimissioni per affidare la panchina al suo vice Tommaso Chiecchi. Dietro alla scelta la volontà di dare una scossa in vista del finale di stagione che vedrà la formazione rossoblù impegnata a mantenere la categoria conquistata nel 2018 e probabilmente mai così in pericolo, fatta eccezione per la retrocessione del primo anno ai playout seguita dalla riammissione.
Il passo indietro si spiega in questo modo: dare un segnale di discontinuità per generare una reazione positiva nell'ambiente, ma quello di Fresco non sarà però un disimpegno totale visto che manterrà la carica di presidente e continuerà a seguire da vicino la squadra per la cui salvezza si è detto pronto ad andare in pellegrinaggio fino a Palermo a piedi. Agli osservatori più attenti poi non sarà poi sfuggito un precedente dal retrogusto scaramantico: la decisione di auto-esonerarsi era già stata presa in circostanze di classifica analoghe ai tempi della D e in quell'occasione portò gli effetti sperati col raggiungimento dell'obiettivo. Stavolta sarà davvero addio definitivo?






