Ripescaggio e riammissione in Serie C: le novità ufficializzate dalla FIGC
Ogni estate, verso la fine dei campionati, si moltiplicano le voci su club che sperano in un ripescaggio o in una riammissione in Serie C. I due termini vengono spesso usati come sinonimi nel linguaggio comune, ma identificano strumenti giuridicamente distinti, con presupposti diversi, platee di aventi diritto diverse e criteri di selezione diversi. Il Consiglio Federale della FIGC, nella riunione di ieri, ha ridefinito entrambi gli istituti per la stagione 2026/27, offrendo l'occasione per fare chiarezza.
Il presupposto: quando si apre la procedura
Il primo elemento che distingue i due istituti è la circostanza che li attiva. La riammissione scatta in una fase temporalmente definita e limitata: si apre quando, tra la fine della regular season del campionato di Serie C e il 6 giugno, si verifica una delle situazioni previste dall'art. 49, comma 4 bis delle NOIF, tipicamente la rinuncia o l'esclusione di una società che avrebbe dovuto iscriversi alla Serie C, lasciando un posto vacante nella categoria. Quel posto viene messo a disposizione delle sole società retrocesse dal medesimo campionato nella stagione appena conclusa. Per la stagione 2026/27 il perimetro si è allargato: la procedura si attiva ora anche quando la domanda di iscrizione al campionato risulti priva della tassa di iscrizione e/o della garanzia prevista dal Manuale delle Licenze Nazionali, una fattispecie prima non contemplata.
Il ripescaggio (tecnicamente denominato integrazione dell'organico) interviene invece in una fase successiva e per ragioni diverse: si attiva quando, esaurite le procedure ordinarie di iscrizione e di riammissione, l'organico del campionato di Serie C risulti ancora incompleto. Le cause possono essere molteplici: esclusioni per mancato ottenimento della Licenza Nazionale, revoche di affiliazione, decadenze pubblicate dopo il 6 giugno. In sintesi, la riammissione tappa i vuoti che emergono subito dopo la fine del campionato; il ripescaggio risolve quelli che residuano più avanti nell'estate.
Chi può candidarsi
La differenza più netta tra i due strumenti riguarda la platea dei soggetti legittimati. La riammissione è riservata esclusivamente alle società retrocesse dal campionato di Serie C nella stagione appena conclusa. Non possono parteciparvi club provenienti dalla Serie D o da altre categorie: si tratta, per definizione, di uno strumento di recupero interno alla categoria, che consente a chi è appena retrocesso di rientrare qualora si liberi un posto prima che il cerchio si chiuda.
Il ripescaggio, al contrario, è aperto a una platea molto più ampia. Possono candidarsi sia le società che hanno disputato il Campionato Nazionale di Serie D nella stagione 2024/25 sia le società retrocesse dalla Serie C 2024/25 che non siano state riammesse nella fase precedente. Per le squadre di Serie D, la graduatoria segue un meccanismo a tre livelli progressivi: prima le nove squadre vincenti la finale dei play-off di ciascun girone (graduatoria A), poi — se i posti non sono ancora esauriti — le nove perdenti la finale dei play-off (graduatoria B), infine le diciotto squadre eliminate in semifinale (graduatoria C). In tutti e tre i casi il punteggio è determinato dalla media punti in regular season, con bonus per la Coppa Italia Serie D (0,50 alla vincitrice, 0,25 alla finalista) e per il concorso Giovani D Valore (0,10 al primo classificato per girone, 0,05 al secondo e al terzo).
Per le retrocesse dalla Serie C, la graduatoria di ripescaggio è invece costruita su tre criteri ponderati: classifica finale della regular season (peso 50%), tradizione sportiva della città (25%) e media degli spettatori allo stadio nelle ultime stagioni disponibili (25%). La formula finale è: punteggio classifica × 0,5 + punteggio tradizione × 0,25 + punteggio spettatori × 0,25.
Le preclusioni: chi è escluso a priori
Entrambi gli strumenti prevedono cause ostative, ma con perimetri parzialmente diversi. Per la riammissione, sono escluse dalla procedura le società che: non risultino ammesse al Campionato Nazionale di Serie D 2025/26; abbiano subito sanzioni per illecito sportivo o per violazione del divieto di scommesse nelle stagioni 2023/24 e 2024/25 (o da scontarsi nel 2025/26); abbiano sanzioni per mancato pagamento di emolumenti, ritenute IRPEF, contributi INPS o Fondo Fine Carriera; abbiano ottenuto un titolo sportivo professionistico per cessione ai sensi dell'art. 52, comma 3, delle NOIF nelle ultime tre stagioni; siano Seconde Squadre.
Per il ripescaggio valgono sostanzialmente le stesse cause di esclusione, con l'aggiunta di una norma specifica: le società ripescate nelle ultime cinque stagioni sportive in qualsiasi campionato professionistico non possono colmare vacanze di organico, pur rimanendo in graduatoria ai fini del calcolo. Si tratta di un meccanismo anti-abuso che impedisce alle stesse società di beneficiare ripetutamente dello strumento.
Il nodo finanziario: garanzie e contributi
Entrambe le procedure comportano oneri economici significativi. Per il ripescaggio, le società interessate devono versare alla FIGC un contributo straordinario di 300.000 euro e depositare presso la Lega Pro una garanzia fideiussoria di 700.000 euro, riducibile a 350.000 euro in presenza di dichiarazioni liberatorie o di un indicatore di liquidità non inferiore a 0,8. Per la riammissione, gli importi ricalcano lo stesso schema, con la medesima garanzia di 700.000 euro (o 350.000 euro al ricorrere delle stesse condizioni patrimoniali) e il contributo straordinario di 300.000 euro.
La novità 2026/27: il principio di sostituzione
Accanto a riammissione e ripescaggio, per la stagione 2026/27 entra in vigore un terzo meccanismo, approvato dal Consiglio Federale su proposta congiunta di Lega B e Lega Pro attraverso la modifica dell'art. 49 delle NOIF: il principio di sostituzione. Se una società neopromossa non partecipa al campionato di categoria superiore, il suo posto deve essere coperto da un club del medesimo campionato di provenienza. In pratica, un posto vacante in Serie C causato da una neopromossa inadempiente viene assegnato prima a un'altra società di Serie D, senza passare per la graduatoria generale. Solo se questa strada non produce risultati si attivano, nell'ordine, riammissione e ripescaggio.
Le scadenze da tenere a mente
Il termine perentorio per presentare domanda di integrazione di organico (valido sia per le riammissioni sia per i ripescaggi) è fissato al 20 luglio 2026. Tutta la documentazione deve essere depositata contestualmente presso la FIGC e la Lega Pro; la certificazione di competenza della Lega Italiana Calcio Professionistico deve pervenire alla Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivi-Organizzativi entro il 22 luglio 2026. Le decisioni finali spettano al Consiglio Federale, con possibilità di ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI.










