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Il valzer degli allenatori: altra disavventura per Liverani. B...entornato, Vicenza: una grande piazza che sogna in grandeTUTTO mercato WEB
Oggi alle 01:06Il Punto
di Luca Esposito
per Tuttoc.com

Il valzer degli allenatori: altra disavventura per Liverani. B...entornato, Vicenza: una grande piazza che sogna in grande

Editoriale di oggi che si apre con un focus sugli allenatori e sugli esoneri che hanno reso incandescente la settimana che sta per concludersi. Partiamo dall’addio di Domenico Toscano al Catania, ipotesi nell’aria da tempo dettata anche dal malumore palesato da parte della piazza. Una scelta coraggiosa da parte della società e della dirigenza che, nel giorno della presentazione di Viali, ha detto apertamente di essere insoddisfatta delle prestazioni di un gruppo che, preso singolarmente, avrebbe potuto vincere il campionato senza passare dagli spareggi. Nelle ultime settimane l’involuzione è stata evidente, ma i dubbi sulla scelta persistono e ci accompagneranno fino al termine della regular season. Perché Toscano, dopo aver posto basi importanti la passata stagione, è stato comunque l’unico a mettere fiato sul collo alla corazzata Benevento battendo un record clamoroso: zero gol subiti in casa da agosto a oggi, roba da far impallidire tutti i club italiani ed europei. L’organizzazione difensiva è stato il cavallo di battaglia di uno dei tecnici più vincenti della categoria e che certo avrebbe potuto costituire un’arma in più nei playoff con la sua esperienza e con la capacità di trasmettere motivazioni alle squadre pur senza aggiungere pressione. Facile immaginare che tornerà in pista già nei prossimi mesi e che tante società ambiziose tra B e C cerchieranno il suo nome in rosso per costruire attorno a lui un progetto vincente. In bocca al lupo ovviamente a Viali che, in poco tempo, dovrà imprimere il proprio marchio sperando di poter contare sull’intera rosa dopo settimane contraddistinte dagli infortuni. Un Catania in gara secca con Cicerelli, Ierardi Di Gennaro, Cicerelli, Forte e Aloi può essere devastante, soprattutto se avrà la possibilità di giocare i match di ritorno in quello stadio che è diventato fortino inespugnabile. A Terni, invece, si è consumato l’esonero di Fabio Liverani che, statistiche alla mano, prosegue il suo black moment. Retrocessione a Lecce, licenziamenti a Parma, Cagliari e Salerno, ora il flop in terra umbra laddove, una decina d’anni fa, fu protagonista di una storica salvezza in B. Se è vero che il rendimento è stato altalenante, è altrettanto vero che il mister ha dovuto convivere sin dall’estate con una marea di incognite societarie sfociate in partenze importanti e in investimenti ridotti in chiave mercato. Insomma, il solito problema della scarsa riconoscenza nei confronti di chi accetta di guidare una squadra anche quando la barca rischia di annegare.

Dando uno sguardo a chi ha già cambiato staff tecnico, possiamo dire che solo a Benevento con Floro Flores ci sia stato un miglioramento evidente. Pazienza, a Foggia, sta collezionando sconfitte in serie e andrebbe in discussione se non battesse la Cavese, Mandorlini a Ravenna non ha dato nulla in più rispetto al suo predecessore, a Picerno forse ingeneroso l’esonero di un Bertotto che era pienamente in corsa per la salvezza diretta, a Pontedera la retrocessione in D è a un passo e il fatto che allenatori navigati come Menichini e Braglia non abbiano inciso deve far riflettere. Nel frattempo non possiamo esimerci dal fare i complimenti al Vicenza, matematicamente promosso in B in un girone sicuramente di livello inferiore agli altri due, ma che è stato stracciato grazie alla bravura di Gallo e agli investimenti di una società che, per potenzialità economiche, ha tutto per aprire un ciclo anche in B. A proposito di forza finanziaria, a Iervolino non è bastato spendere decine di milioni di euro per farsi amare a Salerno. Dalla A alla C, con promesse non mantenute e la contestazione della piazza. Conferma del fatto che il calcio è un mondo a parte e che bisognava affidarsi a uomini di sport e non di mondo. Si concretizzasse il passaggio all'imprenditore Ruffini si potrebbe parlare del più grande flop della storia granata, soprattutto rispetto alla sbandierata volontà di lottare per la Conference League.