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AlbinoLeffe, le quindici meraviglie del capocannoniere ManconiTUTTOmercatoWEB.com
Jacopo Manconi, AlbinoLeffe
© foto di Federico Gaetano
venerdì 07 maggio 2021 19:45Girone A
di Francesco Moscatelli
per Tuttoc.com

AlbinoLeffe, le quindici meraviglie del capocannoniere Manconi

E dire che, alla prima contro il Livorno...no, l'occhio su quella maglia numero 22, la più studiata tra quelle dei "nuovi", non era rimasto appagato. AlbinoLeffe-Livorno, uno 0-0 tra cantieri ancora aperti e venti di crisi societarie: quella domenica di fine settembre, tra i nostri Flop finì pure lui [LEGGI QUI].

La prima domenica problematica di non molte. Nelle prime giornate, a dire il vero, non fu facile: tre sconfitte di fila nel primo "trittico" lombardo. Quel rigore a (1Crema, siglato dopo 5 minuti di gioco, ruppe il ghiaccio togliendo probabilmente un briciolo di ansia da gol, ma la domanda rimase anche dopo il "Voltini", costruttiva quanto incapace di fornire soluzioni univoche: è un AlbinoLeffe ancora troppo inedito nel non saper innescare Jacopo Manconi o è Jacopo Manconi a non saper trascinare l'AlbinoLeffe? Con i bar dello sport impossibilitati a proferire verità assolute giacchè già a quel tempo ri-chiusi causa pandemia, è stato il campo a suggerire una risposta semplicemente di buon senso: AlbinoLeffe e Manconi sono cresciuti insieme, l'uno funzionale all'altro.

La prima mano che lava l'altra probabilmente è quella della squadra: un paio di risultati positivi (il pareggio contro la Juventus U23 e, soprattutto, la vittoria di misura contro il Renate grazie ad una rete di Giorgione) sciolsero la tensione anche per un Manconi che già in quelle prove, pur non trovando la porta, cominciò a dimostrare di poter essere un valore aggiunto nella costruzione della fase offensiva. Da quel momento, l'esterno milanese non si pone limiti, e qui i verbi tornano al presente perché la scalata, personale e di squadra, ha avuto lì inizio ma non ha ancora, con dei playoff tutti da giocare, una conclusione. Il Giro d'Italia delle reti che si gonfiano, dopo l'aperitivo cremasco dagli undici metri, parte sostanzialmente da (2) Grosseto, con un colpo di testa che è tutto tranne che la specialità della casa. Ma il primo gol determinante per la posta piena arriva una settimana più tardi, contro la (3) Pistoiese, con una nebbia che non impedisce al milanese un'ottima lettura del cross di Petrungaro. Allo "Speroni" parte dai piedi del classe '94 la conclusione per il definitivo 1-2 bluceleste contro la (4) Pro Patria. Una rete - arresto, dribbling, tiro, una successione che si è più lenti a scriverlo che lui a farlo sul campo- che è un po' il manifesto della sua annata. Gol mai banali, reti costruite quasi dal nulla, realizzazioni all'insegna della velocità, dell'istinto e di una tecnica di altra categoria. Jacopo guarda il pallone ma si ha sempre la sensazione che sappia perfettamente, anche stretto da una doppia marcatura, dove sia la porta, dove sia il portiere, dove soprattutto sia l'angolino basso, uno dei suoi obiettivi preferiti.  Jacopo Manconi è un attaccante con partita Iva: i gol, fin dai tempi di Novara, è abituato a produrli soprattutto in proprio come si evince,a più riprese, con la (5) Lucchese, una gara che resterà per sempre nella sua memoria e nella storia dell'AlbinoLeffe. Nella sua memoria perché un poker in 58 minuti -contro una difesa avversaria in verità un po' in ambasce- finisce sempre sui quotidiani nazionali, nella storia della società perché è dunque Manconi il primo giocatore della ultraventennale storia bluceleste a timbrare quattro reti in una singola partita.

Sempre rischioso confrontare stagioni differenti, ma la Giana Erminio è un Perugia che ci ha creduto di più. Forse è servito a Jacopo quel passo indietro che lo ha riportato a rilanciarsi in piazze più tranquille, un dato oggettivo di una fiducia ripagata generosamente, una casistica ancora una volta suffragata dalla realtà dei fatti. Con i biancazzurri milanesi l'attaccante ritrova il feeling con la rete, poi il passaggio alla Celeste -senza cambiare campo!- che lo vede fin da subito cardine di tutta l'intelaiatura di Zaffaroni. Il suo nuovo tecnico lo accentra senza snaturare la velocità che resta tipica di un'ala vecchio stampo, ma Zaffaroni non è l'unico a co-firmare le vendemmie di gol nella cantina di Jacopo. Tutti, nel corso della stagione, sono chiamati ad esaltare una punta che, per essere letale, ha bisogno di campo libero e di lucidità davanti alla porta. Ciò comporta sacrificio e dedizione tattica. Un nome su tutti, Sacha Cori, in questa stagione un po' meno dedito alla ricerca dello specchio e più indirizzato davvero alla creazione degli spazi.

Ed è proprio con questa chiave di lettura che vanno gustate le successive gesta di Manconi: la doppietta di (6) Pontedera -già, proprio loro, gli avversari di domenica- con una staffilata dal limite e una rete sul primo palo a seguire un corner; la serpentina di Meda contro il (7) Renate, il destro sul secondo palo ai danni del (8) Como per un'altra vittoria di un certo prestigio che vede lo stesso tabellino di (9) Olbia, dove il numero 22 sigla forse il suo centro relativamente meno spettacolare. Non serve a molto, ma resta di pregevole fattura anche il destro sul primo palo contro la (10) Pro Vercelli, mentre la bordata (con deviazione) contro la (11) Carrarese mette il risultato in cassaforte.

A confermare che Jacopo Manconi sia, con pieno merito, la punta più letale del girone non è dunque (solo) l'AlbinoLeffe ma undici difese avversarie. Difese che hanno provato, hanno raddoppiato, hanno disegnato intorno a lui gabbie degne del miglior Houdini. E tuttavia, il computo totale dice quindici, una realizzazione in più rispetto a nomi di valore quali l'esperto Ragatzu e i talenti finalmente nel pieno della maturazione di Magrassi e Gatto, quest'ultimo in particolare anch'egli grande rivelazione dopo un anno personale davvero complicato e dunque meritevole di una serie B conquistata a suon di gol.

Quindici reti, e non è finita. La media di Jacopo Manconi dice 0.43 gol a partita. Nelle ultime tre prove il capocannoniere non ha segnato: dunque, se la matematica è ancora scienza esatta...

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