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Finalmente si torna a giocare, inizia un nuovo campionato. Strade diverse per problemi diversi: non è sbagliato. Che colpo Iemmello: si muovono bomber e talentiTUTTOmercatoWEB.com
lunedì 17 gennaio 2022, 00:00Il Punto
di Ivan Cardia
per Tuttoc.com

Finalmente si torna a giocare, inizia un nuovo campionato. Strade diverse per problemi diversi: non è...

Ragazzi, ci siamo. Ancora qualche giorno e la Serie C torna davvero. In campo, il posto che le spetta. La paura non è propriamente passata - diverse squadre devono fare tuttora i conti con molti positivi e resta l’incognita di come torneranno in campo giocatori fermi da venti e passa giorni - ma il campionato sta per riprendere. Per non fermarsi più, come una locomotiva per forza di cose impazzite che in qualche modo dovrà portarci a fine stagione. Diventeranno fattori non da poco, in quello che correttamente è stato definito un tour de force, la lunghezza e la profondità delle varie rose. Da questo punto di vista, è come se iniziasse un nuovo campionato. Ovviamente i valori emersi nella prima parte di stagione restano, e con essi i punti, ma la sensazione è che questa lunga pausa - e il modo in cui ciascuna squadra l’ha gestita - possa aver rimescolato le carte in tavola.

Nelle settimane precedenti, si è molto discusso del fatto che ogni lega sia andata avanti per i fatti suoi. Non sono d’accordo che sia stato un errore o un problema. Intendiamoci: avere regole chiare e uguali per tutti sarebbe anche apprezzabile. Ma la realtà è che il calcio italiano non è tutto uguale: nonostante ricadano tutte nell’ombrello(ne) del professionismo, fra Serie A e Serie C vi sono parecchi mondi di differenza. Soluzioni diversificate per realtà diverse e problemi diversi è una soluzione che può indicare la strada per quello che ci aspetta. Dato che di riforma si parla e non si fa, forse il primo passo è semplicemente accettare che il calcio italiano ha bisogno di andare a due - o più - velocità. Semmai, guardando alla Serie C, si può obiettare che queste settimane di stop siano un po’ un’occasione sprecata sotto il profilo del mercato. Il 90 per cento degli allenatori e dei direttori sportivi dichiara abitualmente che sarebbe meglio lavorare sul calciomercato senza il campionato, e viceversa. I movimenti non sono mancati: quelli di altissima classifica, però, sì. E resta il dubbio che, come spesso accade, non tutti i buoni propositi corrispondano a effettivi desideri.

A proposito del mercato che si muove, il Catanzaro piazza un grandissimo colpo con Pietro Iemmello. È stato un corteggiamento lungo e complicato dalla concorrenza - su tutte l’Avellino - ma riportare a casa lo Zar è un’operazione da dieci e lode. Iemmello, negli anni recenti, non ha sempre rispettato le attese: dopo quel biennio di Foggia mi aspettavo francamente che riuscisse a ripetere l’exploit nelle categorie superiori, per le qualità che ha. Tuttavia, solo due campionati fa chiudeva a 19 gol in B: tanta roba. Torna in C dopo sei anni e può fare davvero la differenza. Dopo di lui, può essere il turno di un altro bomber come Francesco Galuppini: non facciamo paragoni, percorsi diversi. Però sta facendo ottime cose da anni e chi lo porterà a casa metterà tanti gol a disposizione del proprio allenatore. Quello che ha fatto il Renate con lui - valorizzare un talento - resta la via maestra per fare bene calcio e affari, in C ma in generale nel calcio. Vedremo cosa gli riserverà l’immediato futuro, ma la strada della valorizzazione del talento è quella giusta. Ne sanno qualcosa a Teramo, dove nel giro di pochi giorni hanno chiuso due ottime cessioni come Piacentini e Surricchio. Un 2006, quest’ultimo, di cui sentiremo parlare. Così come di Berti e Moro, più grandi e forse già pronti per il grande salto di categoria: la A guarda con grandissimo interesse, un’altra conferma di quello che la C può e deve fare per il calcio italiano e per se stessa.

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