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tmw / serie c / Il Punto
Seconde squadre sempre al centro del dibattito. Fra riforma dei campionato e il terremoto che ha colpito la Juve: l'unica ad averci sempre credutoTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 30 novembre 2022, 00:45Il Punto
di Tommaso Maschio
per Tuttoc.com

Seconde squadre sempre al centro del dibattito. Fra riforma dei campionato e il terremoto che ha colpito...

Sono sempre le seconde squadre il grande tema di dibatto in Serie C specialmente dopo che domenica scorsa è andato in scena un incontro, all'Allianz Stadium che ospitava per la prima volta una gara della squadra Next Gen che milita in Serie C, a cui hanno partecipato i vertici del nostro calcio (unico assente Balata che però è poco interessato al momento dal progetto). Un incontro in cui è stata ribadita l'importanza delle seconde squadre per la crescita dei giovani portando come esempio quella Juve che è l'unica ad aver sposato il progetto e che sta traendo i frutti del lavoro di questi ultimi anni anche se l'unico ad aver fatto il salto in pianta stabile in prima squadra è Fabio Miretti (che a mio parere avrebbe conquistato la prima squadra anche in assenza dell'Under23), mentre altri hanno portato in dote più che altro plusvalenze.

Plusvalenze che bisognerà capire quanto reali e quanto gofiate per motivi di bilancio soprattutto alla luce dell'inchiesta Prisma che ha portato a un vero e proprio terremoto in casa bianconera con le dimissioni in blocco di tutto il CdA, presidente Andrea Agnelli n testa, e che da qui a gennaio dovrà ridisegnare il proprio organigramma. Il terremoto societario in casa piemontese non dovrebbe portare a cambiamenti sul fronte dell'impegno con la seconda squadra, ma al momento è difficile prevedere cosa potrà accadere soprattutto se la Procura di Torino, e anche la Giustizia Sportiva, dovessero chiede pene pesanti per l'attuale dirigenza dimissionaria con conseguenze imprevedibili anche per la società (che comunque con questa mossa ha provato a disinnescare un terremoto che si prennuncia simile a Calciopoli).

Juve a parte, come ha scritto il direttore Ivan Cardia nel suo editoriale, se non cambiano le regole (ovvero calano sensibilmente i costi dell'operazione) difficilmente altre squadre seguiranno l'esempio della Juventus. Senza contare che bisognarà conoscere prima la riforma del calcio italiano progettata da Gravina, grande sponsor delle squadre B, per capire come eventualmente potranno inserirsi all'interno della Serie C del futuro. Tutti interrogativi che saranno chiariti nel futuro prossimo. Personalmente, come sanno i lettori più o meno aficionados spero che non trovino spazio, anche perché il rilancio della Serie C non può passare per l'ingresso di squadre cloni dei club di Serie A senza alcun radicamento o seguito di pubblico (anche televisivo) che andrebbero a toglire spazio, ossigeno e anche risorse tecniche – leggasi prestiti – a tante realtà, magari dai nomi meno importanti, ma più radicate sul territorio.