Siracusa, non solo retrocessione: istanza di liquidazione e Serie D a rischio
La caduta sul campo rischia di essere solo il prologo del definitivo collasso societario. Per il Siracusa non c’è solo l'incognita tecnica legata alla categoria, ma un reale pericolo di mancata iscrizione alla prossima Serie D a causa di un fronte giudiziario che si sta rapidamente aggravando.
La miccia legale: il debito con gli agenti
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Libertà, la stabilità del club è scossa da una nuova istanza di liquidazione giudiziale. L’azione è stata intrapresa da due agenti FIFA (per un credito di circa 23.000 euro, relativo a commissioni su trasferimenti di calciatori svincolati.
Sebbene la cifra in sé possa apparire contenuta, l'apertura della procedura giudiziale rappresenta un segnale d'allarme rosso per i parametri di solvibilità necessari alla ripartenza. Il giudice delegato Federico Maida è chiamato a fissare l'udienza entro i trenta giorni successivi al 24 aprile.
L'effetto domino dei creditori
Il vero rischio è rappresentato dall'effetto trascinamento. L'istanza degli agenti potrebbe fare da apripista per altri soggetti creditori, appesantendo un bilancio già in sofferenza. Restano infatti aperte le pendenze relative a figure centrali dell'ultimo organigramma come Walter Zenga (ex brand ambassador del club) e Davide Mignemi, ex direttore sportivo.
Corsa contro il tempo per l'iscrizione
Con le scadenze federali all'orizzonte per la partecipazione alla Serie D, il Siracusa si trova in un vicolo cieco tecnico. Senza una risoluzione delle pendenze e un piano di rientro certificato, la macchina giudiziaria potrebbe sancire la fine dell'attuale gestione societaria prima ancora dell'inizio della nuova stagione agonistica. La sopravvivenza del calcio in città è ora legata esclusivamente alla capacità di saldare i debiti ed evitare il pronunciamento del Tribunale.
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