Benevento, Carli: "Ripartiti dal fondo, la promozione è il premio. Il calcio italiano? Problema di mentalità”
Il direttore sportivo del Benevento, Marcello Carli, ha ripercorso ai microfoni di Sky Sport il cammino che ha portato i sanniti alla promozione con tre giornate d’anticipo, partendo da uno dei momenti più difficili della stagione.
“La sconfitta contro la Juventus Next Gen è stata una mazzata, abbiamo toccato il fondo. Da lì abbiamo deciso di rifare la squadra da zero, rompendo con il passato”. Una rivoluzione profonda, concretizzata con 18 nuovi arrivi in appena venti giorni: “È stato un lavoro di tutti, anche di Gaetano Auteri, che ha contribuito alla costruzione della rosa”.
Tra le scelte decisive, anche quella legata a Antonio Floro Flores: “Faticavamo a trovare il profilo giusto, poi parlando con lui ho capito che aveva qualcosa di diverso. C’è stata anche una componente di rischio, ma è andata bene”.
Carli ha poi sottolineato il rapporto con il presidente Oreste Vigorito: “Si è creata una sintonia speciale, ci sentiamo ogni sera. È innamorato della città e della squadra, ha seguito ogni passo di questo percorso”.
Guardando al progetto tecnico, la linea è chiara: “In Serie C è più semplice lavorare con un gruppo italiano. Vogliamo un Benevento giovane, fresco, capace di creare una base solida nel tempo”.
Infine, una riflessione più ampia sul sistema calcio italiano: “La crisi è colpa nostra, dirigenti in primis. Ma riguarda tutti: allenatori, giocatori e anche giornalisti. Il problema è la mentalità: si gioca troppo per difendere e poco per attaccare. Il talento c’è, ma non viene valorizzato”.
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