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Cittadella, Musso: “Il primato? Dobbiamo pensare solo alla partita col Lecco”TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 21:19Serie C
di Luca Bargellini

Cittadella, Musso: “Il primato? Dobbiamo pensare solo alla partita col Lecco”

Musso alla vigilia del Lecco: “Il primato fa piacere, ma dobbiamo pensare solo alla partita. Loro hanno una classifica bugiarda e saranno protagonisti”
Il Cittadella vuole continuare a correre, ma senza farsi distrarre da un avvio di campionato che lo ha portato ai vertici della classifica del Girone A di Serie C. Alla vigilia della sfida contro il Lecco, valida per la settima giornata di campionato, il tecnico Roberto Musso ha analizzato i temi della sfida nella consueta conferenza stampa: Come arriva il Cittadella alla sfida con il Lecco? “Rispetto all'ultima partita abbiamo recuperato Cecchetto. L'unico indisponibile, anche se pensiamo di recuperarlo per la prossima partita, è Redolfi, che ha iniziato già a lavorare un po' col gruppo e speriamo di riaverlo anche lui. Per il resto siamo quelli della settimana scorsa, anche se c'è qualcuno un po' acciaccato. Valuteremo domani bene tutte le situazioni”. Tofanin è recuperato? “Tofanin sta bene, è recuperato al 100%. Era solo una piccola distorsione. Si è allenato a pieno regime tutta la settimana, quindi è un giocatore recuperato al 100%”. Il Cittadella è la squadra che sta facendo meglio in tutto il calcio professionistico. Come si tiene alta la tensione? “Sicuramente fa piacere perché vuol dire che stiamo facendo bene, però è stato il primo aspetto che ho toccato a inizio settimana coi ragazzi. Noi queste cose non dobbiamo neanche guardarle, perché è un attimo a sentirsi bravi e a cadere. Quindi dobbiamo pensare giorno per giorno, allenamento per allenamento, e arrivare al 100% a ogni partita. Domani c'è quella col Lecco e queste sono cose che, ripeto, fanno piacere ma le lasciamo agli altri. Noi dobbiamo essere concentrati solo ed esclusivamente sulla partita, anche perché adesso proprio dall'alto tutti vorranno far bella figura nei confronti del Cittadella”. Quali margini di miglioramento ha ancora questa squadra? “Sicuramente andando avanti tutte le squadre ci affrontano con la consapevolezza di incontrare una buona squadra. Vorranno tutti provare a portarci via qualcosa e penso che sia una cosa normale. Nel calcio si può migliorare sempre, in tutte le circostanze, sia in fase offensiva sia in fase difensiva. Noi continuiamo a lavorare sui nostri concetti, sui nostri principi e cerchiamo di migliorare giorno per giorno, sia singolarmente che come collettivo”. Come si fa a tenere così alta l'asticella? “I rischi ci sono sempre perché ogni domenica incontri squadre forti e organizzate. Soprattutto il Lecco è una squadra che già dall'anno scorso propone un calcio importante. Noi abbiamo le idee chiare e l'asticella si tiene alta continuando a lavorare giorno per giorno alla massima intensità, non abbassando mai la concentrazione e stando tutti e 25 sul pezzo. Nel calcio oggi sei un fenomeno, domani sei l'ultimo arrivato, quindi bisogna stare sempre molto concentrati, avendo la consapevolezza che siamo una buona squadra, ma allo stesso modo essere umili e affrontare tutte le partite allo stesso modo, con il massimo della concentrazione”. Che Lecco si aspetta? “Il Lecco ha cambiato tanto e quindi ovviamente ci vuole un po' di tempo, anche se secondo me ha una classifica bugiarda, perché le uniche due partite che ha perso le ha perse su un rigore al 97' a Treviso e su un errore del portiere al 95' a Trento. Dal nostro punto di vista è una squadra che ha raccolto meno di quello che meritava. Ripeto, una squadra che gioca molto, cerca molto il fraseggio corto. Adesso gli sono rientrati anche giocatori importanti in fase offensiva che gli mancavano, quindi sicuramente sarà una partita molto complicata contro, secondo me, una squadra che sarà una delle protagoniste del girone”. Come stanno Antonucci e Mensah? “Mirko e Davis stanno sicuramente meglio e ormai sono tre settimane che lavorano a pieno regime con tutta la squadra. Adesso bisognerà trovare solo il modo di mettergli i minuti nelle gambe anche durante le partite ufficiali. Sono due giocatori che sicuramente ci stanno dando una grande mano. Domenica scorsa, quando sono entrati sia Davis che Mirko, hanno fatto benissimo la loro parte. Questo deve essere la nostra forza: anche chi non gioca dall'inizio, quando entra, deve fare la differenza e mettere ancora più in difficoltà il sottoscritto. È una cosa che sta succedendo sempre e questo per noi è un valore aggiunto che vogliamo continuare a portarci avanti”. Otto giocatori diversi hanno segnato i dieci gol del Cittadella. È questa la forza del collettivo? “Sì, perché penso che i nostri attaccanti facciano un grandissimo lavoro in fase difensiva e quando abbiamo la palla sono molto bravi ad aprire gli spazi per i nostri centrocampisti. Per noi l'importante non è avere l'attaccante che ci fa 20 gol, poi se lo troviamo meglio ancora, però col gioco corale che penso che stiamo portando avanti è anche normale che vadano in rete più giocatori. Questa è una cosa che poi, a lungo andare, ti può dare una grande mano”. Il Cittadella ha un'identità precisa, ma cambia volto anche durante la partita. È una necessità? “Noi prepariamo le partite bene o male sempre allo stesso modo, ovviamente avendo degli accorgimenti in base a chi andiamo a incontrare. È impensabile chiedere ai ragazzi di avere il ritmo che abbiamo tenuto nei primi 30 minuti a Ospitaletto, perché altrimenti sarebbero degli extraterrestri. Cerchiamo, come ho detto prima, quando caliamo un po' a livello fisico, coi cambi, di sopperire a quell'intensità che poi è venuta un po' meno nel secondo tempo”. Quanto è importante anche saper soffrire? “Io credo che un po' di volte si parli del fatto che alla fine sappiamo soffrire. Sì, sappiamo soffrire perché questa è una squadra matura, ma l'ho detto dall'inizio dell'anno: ci saranno pochissime partite dove al 70' la partita sarà chiusa. Nel calcio si gioca 11 contro 11, ci sono anche gli avversari che hanno qualità, sono organizzati, sono bravi. Quindi penso che sia normale che ogni tanto devi stare lì, devi soffrire, devi avere l'umiltà di capire il momento. I ragazzi sono stati bravi a interpretare tutti i momenti e noi dobbiamo continuare su questa strada, capire quando dobbiamo spingere forte e capire anche quando c'è il momento di soffrire”.

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