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Trento, Tabbiani: “Siamo in un bel momento: mantenerlo non sarà facile. Ospitaletto insidioso”

autore
Luca Bargellini
ieri alle 22:49Serie C
autore Luca Bargellini
30.10.2026 22:49Serie C
Il tecnico gialloblù alla vigilia della trasferta contro l'Ospitaletto: “Sono felice del rapporto con i ragazzi. Benassai non ci sarà, rientra Cassamari”
Il Trento si prepara alla trasferta sul campo dell'Ospitaletto, valida per la dodicesima giornata del campionato di Serie C, forte di un momento particolarmente positivo. La squadra di Luca Tabbiani arriva all'appuntamento con entusiasmo e fiducia, ma il tecnico predica equilibrio e concentrazione, consapevole delle difficoltà che presenterà la formazione bresciana. Alla vigilia della gara, l'allenatore gialloblù ha parlato dello stato d'animo del gruppo, del proprio rapporto con la squadra, delle caratteristiche degli avversari e della situazione degli indisponibili. Mister, come arriva il Trento a questo appuntamento? "Arriviamo sicuramente bene, con un buon morale e una bella energia. La settimana di allenamento è stata davvero positiva e ho fatto i complimenti ai ragazzi: è un piacere vederli lavorare. Si divertono, corrono e si aiutano a vicenda. I risultati contribuiscono certamente a creare questo tipo di atmosfera, ma dobbiamo essere bravi a mantenerla e a proseguire su questa strada. Vogliamo continuare a divertirci in campo, conservando la nostra identità e mantenendo alti i valori individuali. I ragazzi sono stati bravi a costruire questo entusiasmo, ma sappiamo che mantenerlo non sarà semplice. Dovremo dedicare tutte le nostre energie proprio a preservare lo spirito che ci accompagna ormai da diverso tempo". Mister, vorrei soffermarmi anche sul suo stato d'animo. È un momento importante della sua carriera, con una ribalta nazionale e una crescente attenzione nei suoi confronti. Come sta vivendo questo periodo? "Vivo tutto con grande equilibrio, anche perché ho una certa esperienza e so che le cose possono cambiare molto velocemente. È quello che cerco di trasmettere anche ai ragazzi: bisogna godersi i momenti, perché è bello essere soddisfatti di quello che stiamo facendo tutti insieme a Trento. Allo stesso tempo, però, sappiamo che anche una stagione positiva, una volta terminata, lascia spazio a un nuovo inizio. Il nostro lavoro è fatto di gioie e dolori, e bisogna imparare a vivere entrambi. Personalmente sono molto contento perché arrivo al campo e ho la soddisfazione di vedere riproposto sul terreno di gioco quello che ho in mente da allenatore. Ho a disposizione ragazzi disponibili, con i quali si è creato anche un rapporto umano importante. Per un tecnico è bello arrivare al campo e trovare un gruppo con cui esiste questo tipo di sintonia. I risultati aiutano a essere più felici, naturalmente, ma il giorno dopo bisogna tornare ad allenarsi. La vera soddisfazione è poter stare in campo con loro ogni giorno e percepire il rapporto umano, calcistico e di rispetto che si è costruito nel tempo, sia con chi è qui da più anni sia con chi è arrivato da poco. È un piacere allenarmi con questo gruppo. Poi vincere è bello e tutti giochiamo per ottenere risultati, ma credo che una parte importante di quanto stiamo facendo nasca proprio dall'ambiente di lavoro che siamo riusciti a costruire. Le qualità individuali sono fondamentali e i giocatori sono i primi artefici dei risultati, ma il contesto che si è creato è davvero positivo". Che tipo di Ospitaletto vi aspettate, considerando che lo avete già affrontato nei mesi scorsi? "È una squadra che spesso ci ha messo in difficoltà, perché ha idee ed è ben organizzata. Mi piace il modo in cui gioca l'Ospitaletto: lo dicevo già l'anno scorso e lo confermo adesso. Non si trova nelle posizioni di vertice per caso, perché ha ottenuto risultati importanti. Sappiamo quindi di affrontare una partita difficile, come del resto lo sono tutte. Dovremo prestare particolare attenzione alle ripartenze, che nella gara disputata da loro la scorsa stagione ci costarono molto care. Fu probabilmente una delle partite in cui incontrammo maggiori difficoltà nell'arco del campionato, anche in Coppa Italia. Fu una sfida molto combattuta, decisa soltanto negli ultimi minuti da una rimessa laterale. Ci aspettiamo dunque una gara complicata. L'Ospitaletto ha buone individualità e, sotto certi aspetti, presenta caratteristiche simili alle nostre: è un gruppo che lavora insieme da tempo e questa collaborazione si percepisce durante le partite. Noi prepariamo tutte le gare cercando di individuare la strategia più adatta. Dovremo essere bravi a fare in modo che la partita prenda la direzione che vogliamo noi, piuttosto che quella desiderata dai nostri avversari". Kassama rientra dalla squalifica, mentre per quanto riguarda l'Ospitaletto c'è da considerare anche la voglia di riscatto dopo le ultime due sconfitte. Come valuta questa situazione e quali sono le condizioni del gruppo? "Non è mai semplice stabilire se sia meglio affrontare una squadra che arriva da due vittorie o una che ha appena incassato due sconfitte. Nel primo caso ci sono entusiasmo e autostima, nel secondo la voglia di riscatto. Noi dobbiamo pensare soprattutto a fare la nostra partita, cercando di riproporre quello che i ragazzi hanno sempre dimostrato: grande collaborazione, corsa e voglia di ottenere il risultato. Affrontiamo una squadra complicata, che possiede caratteristiche e armi in grado di metterci in difficoltà. Dovremo evitare che la partita prenda una determinata piega, perché ci sono situazioni nelle quali loro possono avere dei vantaggi rispetto a noi, così come ce ne sono altre nelle quali possiamo essere noi a prevalere. La nostra bravura dovrà consistere proprio nel portare la gara sui binari più favorevoli alle nostre caratteristiche. Per quanto riguarda gli indisponibili, Kassama rientra, mentre perderemo Benassai, che probabilmente non sarà a disposizione neppure per la prossima partita. Ha accusato un piccolo risentimento dopo la gara e non potrà essere convocato per questa trasferta". Benassai è un giocatore importante. La sua assenza rischia di condizionare le vostre scelte? "Francesco è un giocatore importante e forte, ma ho un gruppo che mi piace e nel quale ci sono altri elementi che possono dare il proprio contributo. In alcune situazioni può essere anche un'occasione per permettere a un giocatore di rifiatare. Penso, per esempio, a Frison, che conosciamo bene e che ha già dimostrato di poter dare una mano al Trento. La serenità con cui vivo qualche infortunio in più rispetto al normale nasce da quello che vedo quotidianamente durante gli allenamenti. Se dovessi notare un atteggiamento diverso o un calo nel lavoro, sarei preoccupato. In questo momento, invece, non c'è nulla che mi faccia temere particolarmente queste assenze. Non voglio che gli indisponibili diventino un alibi nel caso in cui le cose dovessero andare male. I ragazzi stanno lavorando talmente bene da non far pesare le assenze, anche quando riguardano giocatori importanti. La mia serenità deriva proprio da questo: andremo ad affrontare la partita con gli uomini a disposizione, consapevoli di aver già dimostrato di poter mettere in campo le nostre qualità".

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