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Renate, Magoni: “Dobbiamo pensare alla salvezza. Gli arbitri fischino di più”

autore
Luca Bargellini
Oggi alle 11:04Serie C
autore Luca Bargellini
14.10.2026 11:04Serie C
Il direttore sportivo del Renate analizza il momento nerazzurro dopo il cambio in panchina: fiducia in Banchieri, mercato condizionato dalla lista e appello agli arbitri
Il momento del Renate è delicato. Dopo la decisione di interrompere il rapporto con Giacomo Gattuso e affidare la panchina a Simone Banchieri, la formazione nerazzurra è ancora alla ricerca della svolta sul piano dei risultati. Il direttore sportivo Oscar Magoni, intervenuto ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com, ha fatto il punto della situazione: Direttore, ci eravamo sentiti subito dopo la decisione di interrompere il rapporto con mister Gattuso. È arrivato Simone Banchieri, ma i risultati non sono ancora pienamente dalla vostra parte. Come valuta il lavoro svolto finora? "Intanto vorrei spendere due parole per mister Gattuso. Lo avevamo scelto con grande entusiasmo: è una persona eccezionale e un ottimo tecnico, ma nel calcio, purtroppo, sono i risultati a fare la differenza. Alla fine ha dovuto pagare lui per tutti, come spesso accade in queste situazioni. Abbiamo quindi deciso di puntare su Banchieri, un allenatore che conosce bene la categoria. La squadra è cresciuta in queste tre partite, anche se nella prima occasione il mister aveva svolto soltanto due allenamenti. Domenica siamo andati molto vicini alla vittoria, ma ci è mancato ancora qualcosa. Il gruppo sta crescendo e lavora con entusiasmo e dedizione. Speriamo di tornare a vincere, perché è effettivamente da tanto tempo che non ci riusciamo. È una situazione particolare, perché abbiamo confermato molti dei giocatori che nella scorsa stagione ci avevano fatto sognare. Siamo convinti di avere una buona squadra e valori importanti, che possono permetterci di risalire in classifica e raggiungere una posizione più in linea con le aspettative iniziali. Il campo, però, ci ha dato risposte diverse e qualcosa è andato storto. Adesso dobbiamo necessariamente cambiare obiettivo e concentrarci sulla salvezza, con la giusta umiltà. Dobbiamo presentarci su tutti i campi con lo spirito corretto e trovare finalmente questa benedetta vittoria". Siamo arrivati alla vigilia della decima giornata: che campionato è il Girone A di Serie C? Lo vede diverso rispetto alla scorsa stagione? "Credo che le due favorite per la vittoria del campionato siano decisamente davanti a tutte: Brescia e Cittadella. Sono due squadre molto organizzate, con rose ampie e giocatori di qualità sia nell'undici titolare sia tra le alternative. Si sta confermando anche il Trento, una società molto solida e in costante crescita. In questo momento, inoltre, c'è la sorpresa Ospitaletto, che sta ottenendo ottimi risultati grazie a un sistema di gioco molto solido. È una bellissima realtà e faccio loro i complimenti. Le altre squadre stanno cercando stabilità, con l'obiettivo di restare lontane dai playout e dall'ultimo posto. Mi sembra, nel complesso, il solito Girone A: l'anno scorso c'erano Vicenza e Brescia, quest'anno troviamo Brescia, Cittadella e Trento nelle posizioni di vertice. L'Ospitaletto sta dimostrando di avere un ottimo rendimento, ma bisognerà capire se riuscirà a mantenerlo per tutto l'arco del campionato". Nel prossimo turno affronterete la Juventus Next Gen di Massimo Brambilla. Che squadra si aspetta di trovare? "A livello qualitativo, mi sembra leggermente inferiore rispetto a quella della scorsa stagione. Quando, però, si guarda la rosa, ci si rende conto che ci sono comunque giocatori di grande prospettiva. Penso, per esempio, a alcuni elementi di talento, ma la Juventus continua a produrre calciatori di qualità. Forse non è più la squadra che poteva contare su giocatori come Soulé, Barbieri, Pecorino e De Winter, elementi che oggi appartengono a un livello molto alto, tra Serie A e Serie B. Rimane comunque una formazione ricca di giovani talentuosi. Per noi, però, tutte le partite sono importantissime. Abbiamo bisogno di vincere e fare punti, quindi andremo ad affrontare questa sfida con grande umiltà e fiducia, cercando di migliorare la nostra posizione in classifica. Quando si è ultimi, la sicurezza e la fiducia inevitabilmente vengono meno, e questo coinvolge tutto l'ambiente. Dobbiamo trovare la forza di affrontare il momento con tranquillità, credere nei nostri calciatori e nel lavoro che stiamo facendo, continuando a portare avanti le nostre idee". Dopo la Juventus Next Gen ci saranno AlbinoLeffe e Carpi. Nelle prossime tre giornate affronterete quindi due concorrenti dirette per la vostra attuale posizione di classifica. Fare punti in queste gare potrebbe rappresentare una svolta? "Sì, esattamente. Dobbiamo rimanere concentrati e cercare di fare bene in tutte e tre le partite. Sono impegni importanti e dobbiamo affrontarli nel modo migliore, con l'obiettivo di conquistare punti preziosi per la nostra classifica". Direttore, a proposito di attualità della Serie C, nelle ultime settimane si è discusso molto del nuovo orientamento arbitrale, con una maggiore propensione a lasciar giocare. Qual è la sua opinione? "Va bene lasciar giocare e fischiare un po' meno, ma bisogna fare attenzione, perché in alcune partite si sta arrivando a situazioni che sembrano quasi una lotta libera. Si vedono trattenute, spintoni ed entrate davvero molto violente. Credo che fischiare qualche fallo in più non sarebbe poi così male. Il fatto che un arbitro non fischi non significa necessariamente che si giochi di più e meglio. Ci sono contatti e trattenute davvero eccessivi. Non mi riferisco soltanto alle nostre partite, ma al campionato in generale: guardando anche le gare delle altre squadre, si notano situazioni che stanno diventando troppo frequenti. Credo che trovare la giusta misura e sanzionare qualche fallo in più non guasterebbe". Spostandoci sul mercato, in Serie C quando si cambia allenatore si fanno spesso valutazioni anche sugli svincolati. È un'ipotesi che avete preso in considerazione oppure avete deciso di rimandare ogni intervento? "Le valutazioni le facciamo tutte, ma dobbiamo fare i conti anche con il problema della lista. Al momento è piena e, per inserire un nuovo tesserato, dovremmo necessariamente escludere qualcun altro. Nel nostro caso abbiamo un attaccante che, dopo il grave infortunio riportato a maggio dello scorso anno, quando si è rotto il tendine d'Achille, sta rientrando. Per inserirlo in lista dovremmo già fare spazio, escludendo un altro giocatore. Abbiamo quindi una situazione da gestire anche all'interno del nostro gruppo. Continuiamo a valutare tutte le opportunità, cercando innanzitutto di far crescere i calciatori che abbiamo a disposizione. Poi aspetteremo gennaio per capire dove e come intervenire, valutando quali correttivi possano aiutarci a migliorare la nostra situazione". Tra i giocatori indisponibili c'è anche il portiere Anacoura, fermo da diverse settimane. Come procede il suo recupero e come state gestendo la sua assenza? "Purtroppo, alla terza giornata, Anacoura si è fratturato un piede e dovrà rimanere fuori per due o tre mesi. È stato un problema piuttosto pesante, ma abbiamo avuto la fortuna di poter contare su un'alternativa. Il nostro portiere sta facendo molto bene: è solido ed è un giocatore valido per la categoria. Siamo quindi coperti, anche se l'infortunio di Anacoura ha avuto un impatto significativo sul budget, che per una società come il Renate rappresenta un aspetto importante, oltre alle inevitabili ripercussioni sulla gestione della rosa".

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