Giana Erminio, Gambirasio: "Dobbiamo essere più cattivi sotto porta"
Sconfitta per 2-0 per la Giana Erminio nel test amichevole disputato ieri contro la Pergolettese. Al termine della gara, il tecnico Alessio Gambirasio ha comunque individuato alcuni aspetti positivi nella prestazione.
Mister, è calcio d'agosto con tutte le attenuanti del caso. Cosa ti porti a casa dalla partita di stasera?
"Mi porto a casa, a mio avviso, un buonissimo primo tempo dal punto di vista dell'intensità, ma anche dello sviluppo del gioco. Siamo stati bravi a mantenere le distanze, siamo stati corti, bravi nelle riaggressioni. Questa cosa ci ha favorito, nel senso che abbiamo praticamente giocato il primo tempo quasi tutto nella metà campo avversaria. Questa è una cosa molto positiva. Dobbiamo essere più cattivi e determinati nelle occasioni che abbiamo, perché sono passati due o tre palloni davanti alla porta e bisogna esserci, bisogna fare gol. Alla fine le partite si vincono facendo gol. Dobbiamo essere più bravi anche a riempire l'area. Non è solo una questione di attaccanti, ma proprio di numero di uomini all'interno dell'area di rigore. È vero che adesso, anche dal punto di vista fisico, si fa un po' più fatica a coprire le distanze. È normale, è tutto naturale, e ripartiamo da quello. Nel secondo tempo, secondo me, potevamo fare molto, molto, molto meglio. Siamo mancati un po', soprattutto a livello di distanze, e questa cosa ci ha messo un pochettino in difficoltà. Loro hanno avuto più facilità nel gioco. La cosa che dispiace è che, nel momento in cui prendi gol, anche in maniera brutta, la capacità di reazione è fondamentale. L'ho detto ai ragazzi alla fine: è una cosa sulla quale sicuramente dobbiamo e possiamo migliorare".
La sensazione è che, come contro la Cremonese, la Giana abbia proposto la propria idea di gioco, ma che negli ultimi 20-25 metri manchi qualcosa. È un aspetto sul quale si può lavorare oppure è anche una questione di scelte dei singoli?
"Non so che interpretazione hai, ma è un po' tutto. Ci sono state delle scelte nelle quali, anche nel secondo tempo, potevamo proprio chiudere l'azione e lì dobbiamo chiuderla. Invece abbiamo preso un paio di ripartenze, con un'occasione clamorosa nostra. Poi se fai gol, bene, però devi chiudere l'azione, devi sistemarti. Perché poi, quando sei costretto a fare 50, 60, 70 metri all'indietro, a livello di energia fai fatica. Quindi lì, nelle scelte, dovevamo essere più cinici e più cattivi. Nel primo tempo, secondo me, non ci sono state occasioni clamorose sui piedi del compagno, ma abbiamo avuto tantissime potenziali occasioni. Penso a tre palloni di Lucenti che hanno attraversato l'area da sinistra a destra. Lì è proprio una questione, secondo me, numerica di uomini da portare all'interno. Poi ci arriva il quinto, la mezzala, il centrocampista, la punta: chi ci arriva, ci arriva. Però lì probabilmente è stata una questione numerica. Avevamo la palla nei piedi e, secondo me, è proprio un principio: l'azione va chiusa. Dobbiamo essere bravi e determinati a fare gol, però se non fai gol ti sistemi, ti metti a posto. Quando poi prendi un po' di ripartenze vengono meno le energie e diventa tutto più complicato e più difficile".






