Padova, senti l'ex Mandorlini: "Mancata B? Mio papà, io e altri giocatori capri espiatori"
"Quello che ho visto nei primi mesi della stagione qui a Seregno non è calcio. Non mi va di entrare nei particolari, ma i metodi, le intimidazioni e tante altre cose io nella mia carriera mai le avevo visti. Per fortuna la società è cambiata": dalle colonne del Corriere del Veneto - ed. Padova e Rovigo, esordisce così il centrocampista del Seregno Matteo Mandorlini, che domenica si troverà a disputare la sua prima sfida da ex.
I lombardi, infatti, affronteranno il Padova, dove il classe '88 ha militato fino allo scorso anno, concludendo un ciclo quinquennale. E proprio sulla formazione biancoscudata, allenata allora da suo padre Andrea Mandorlini, ha detto la sua: "Ho vinto un campionato con la maglia del Padova e stavo per vincerne un altro. È un vero peccato di com’è finita l’anno scorso, è stata una beffa. Abbiamo fatto tanti punti, ma è finito con un’atroce delusione. E ci sono state alcune problematiche nel corso della stagione che ci hanno condizionato. Poi alla fine ha pagato solo mio padre, ho pagato io che sono stato costretto ad andare a Seregno, ha pagato Hallfredsson e nemmeno Rossettini è stato riconfermato. Le cose in società andavano in un certo modo, decideva uno e e nessuno poteva metterci bocca. L'esonero di Sogliano? Chi è nel mondo del calcio magari ha capito qualcosa di com’è andata. Di sicuro non si arriva a una decisione simile da un giorno all’altro".






