Taranto, Capuano: "Se non ci credessimo, saremmo in vacanza. Possiamo battere il Vicenza"
"Se non ci credessimo, saremmo già in vacanza. Servirà un’impresa, ma nel calcio non c’è nulla di impossibile. Stiamo preparando il match in maniera diversa rispetto all’andata, consapevoli delle difficoltà ma cercheremo in tutti i modi di continuare a stupire e passare il turno": come si legge su Antenna Sud, parla così il tecnico del Taranto Eziolino Capuano, che con i suoi si sta preparando alla sfida di Vicenza contro il Lane, valida per il Primo Turno della Fase Nazionale dei playoff di Serie C, che vede la formazione veneta forte dell'andata. Seppur con un solo gol di scarto.
Il trainer prosegue poi: “A livello mentale ed emozionale potrebbe essere facile preparare la partita. Al termine del match d’andata ho visto i miei ragazzi con le lacrime agli occhi. Ho detto loro che un entusiasmo del genere allo 'Iacovone' non si vedeva dai tempi di Taranto-Catania di 22 anni fa. Al termine della sfida di martedì dagli spalti sono piovuti solo applausi. Abbiamo fatto qualcosa di impensabile, tra mille difficoltà. Anche sabato saremo scortati da tantissima gente, davanti a un pubblico importantissimo come quello di Vicenza e contro una squadra allenata da un ottimo tecnico. Sarà una bella partita, entusiasmante. Lotteremo fino all’ultimo secondo per non tornare a casa con qualche rimpianto".
Andando alla formazione: “Quando sei costretto a vincere devi fare scelte diverse, come all’andata. Varierò qualcosa in base a quanto visto l’altro giorno. Non saremo una squadra garibaldina, andremo avanti con le certezze che ci hanno già spinti verso un’impresa. Per esempio, potremmo scendere in campo con il 4-2-3-1: schiererò chi starà meglio fisicamente, anche a scapito di qualche giocatore fortissimo. Zero gol ai playoff? L’attaccante non deve cercare il gol, lo deve trovare. In queste tre partite ci siamo andati vicini per 9 volte, fallendo per superficialità o per meriti del portiere avversario. Questo, però, non deve portare a uno stato di ansia".
Conclude: "Sul campo ho compiuto un’impresa indimenticabile, ma ho stravinto anche fuori. Quando sono arrivato non si parlava di calcio, mentre ora ho ridato senso di appartenenza alla città, anche grazie al presidente Giove. Ho ritrovato una delle città più belle d’Italia, colpita e offesa in maniera indegna. Ho onorato Taranto contro tutto e tutti: questa città non può stare più di 30 anni senza Serie B. La lunga assenza dalla cadetteria, però, deve portare a qualche domanda. Ora si respira un’aria diversa e tutti dovrebbero ragionare sull’onda di questo entusiasmo”.






