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Il Torino è work in progress però la differenza in meglio può arrivare solo dal mercato, come ha detto VanoliTUTTOmercatoWEB
Paolo Vanoli
© foto di www.imagephotoagency.it
lunedì 19 agosto 2024, 11:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Il Torino è work in progress però la differenza in meglio può arrivare solo dal mercato, come ha detto Vanoli

Commentando il pareggio con il Milan Vanoli, in conferenza stampa, ha detto: “Ho fatto i complimenti a questi ragazzi perché, come ho detto loro, hanno dimostrato contro una grande squadra, qual è il Milan, di poter fare calcio. E’ quello che cercavo ed è una base importante per la convinzione che si può far fare qualche cosa di più. Dobbiamo migliorare in tante cose. E’ iniziato un piccolo processo e, come ho detto alla vigilia, nei processi ci sono alti e bassi e con il Milan la squadra ha dimostrato che vuole provare a fare qualche cosa d’importante, ma ci sono gli avversari e la differenza è stata nei cambi”.

Sabato sera a San Siro il Torino ha saputo sfruttare le lacune del Milan: una difesa non così attenta, l’essere ancora in divenire nel comprendere il gioco che vuole il nuovo allenatore Fonseca, imprecisioni sotto porta e magari qualche altro innesto a completare la rosa. Questo ha permesso alla squadra di Vanoli di reggere la pressione costante degli avversari e propiziare l’autogol di Thiaw dopo che Bellanova aveva colpito il palo (30’) e di raddoppiare con Zapata su assist di Lazaro (68’). Ma quando è stato il momento dei cambi la qualità quelli molto superiori del Milan hanno fatto la differenza. Rejinders per Bennacer (59’), Morata per Jovic (60’), Theo Hernandez per Chukwueze (60’), Adams per Sanabria (60’), Kramoh per Zapata (71’), Tameze per Ilic (71’), Musah per Pulisic (73’), Okafor per Calabria (83’), Dembélé per Bellanova (88’) e Sazonov per Lazaro (88’). Appena le forze fresche del Milan hanno iniziato a carburare, lo hanno fatto velocemente, la pressione sul Torino è aumentata e infatti prima Morata ha accorciato le distanze (89’) e poi Okafor ha segnato il gol del definitivo pareggio (90’ +5’).    

Così lo stesso Vanoli ha commentato la rimonta del Milan: “Non è stata una débâcle, siamo alla prima di campionato e peggio per loro che all’80esimo erano 2 a 0 sotto. E’ successo quello che capita a una squadra che affronta una grande squadra: siamo ad agosto e la condizione non è ottimale e quando si hanno questi cambi che mettono ancora di più sotto pressione (si riferisce a Morata, Theo Hernandez e anche a Musah e Okafor, ndr) vai in fatica e questa fatica l’abbiamo subita abbassandoci e non riuscendo più a ad alzare il nostro baricentro, soprattutto perché quando esce un giocatore come Zapata (aveva i crampi, ndr), che ha fisicità a tenere la palla, non è facile. Avevo in mente certi cambi, ma i crampi di Lazaro e anche Bellanova mi hanno indotto all’ultimo momento a fare cambi differenti perché siamo alla prima di campionato e affrontiamo due squadre (riferendosi anche alla prossima partita con l’Atalanta, ndr) che a livello fisico mettono veramente sotto stress. Il Milan ha una qualità tecnica e fisica importante e l’Atalanta avete visto tutti cosa sta facendo”.

E ha aggiunto: “Adesso è inutile dare voti, siamo solo all’inizio. Come ho sempre detto, nei processi ci sono alti e bassi. Oggi la cosa più importante è fare capire a questi ragazzi che si può fare qualche cosa d’importante: con le idee e con il gioco si possono fare tante belle cose, anche contro squadre importanti. Poi sicuramente siamo una squadra che ha tanto da migliorare: in fase di possesso siamo stati un po’ lenti e a volte poco fluidi. Questo è un aspetto di crescita. La fase difensiva è cambiata rispetto all’anno scorso e quindi, com’è successo negli ultimi cinque minuti non abbiamo avuto la forza o abbiamo avuto paura di alzarci e portare fuori gli avversari dalla nostra area, però sono tutte cose che lavorando si possono migliorare”.

La mano di Vanoli si è indubbiamente vista contro il Milan. In campo si è notato un atteggiamento propositivo che ha permesso a centrocampisti e attaccanti di arrivare più facilmente al tiro in porta: l’autogol di Thiaw è derivato dal palo colpito da Bellanova che aveva sfruttato il traversone di Zapata, la rete di Zapata non sorprende visto che il colombiano ha il gol nel sangue però l’azione innescata da Adams e proseguita da Lazaro ha messo nella condizione Duvan, che aveva già chiesto il cambio a causa dei crampi, di sfruttare tutta la sua qualità. E non va scordato che ci sono state almeno due parate importanti di Maignan: calcio d’angolo battuto da Lazaro e di testa Zapata ha concluso (38’); iniziativa di Bellanova, velo di Zapata e tiro a botta sicura dal limite di Ilic (44’) .

Ma anche le lacune del Torino. E’ vero che per 88’ il Torno ha retto la pressione costante del Milan però poi errori difensivi hanno portato ai gol di Morata - tiro dal limite potente di Reijnders con Sazonov che si è fatto anticipare dallo spagnolo mentre Coco era un po’ troppo distante per intervenire così come Vojvoda e Masina era di spalle e così con la  punta del piede Morata  ha spedito il pallone in porta senza che Milinkovic-Savic riuscisse a buttarsi tempestivamente in modo da intercettare la palla (89’) -. Partita riaperta e poi Okafor ha pareggiato. Sul cross di Musah, Masina ha alzato la gamba per intercettarlo senza riuscirci, Morata ha attaccato lo spazio portando via Coco e intanto la palla è passata fra Vojvoda e Demélé ed è arrivata in mezzo all’area a Okafor (non contrastato a dovere da Sazonov) che al volo col destro ha battuto Vanja  (90’+5’).  Due blackout corali difensivi che sono costati due punti, come già successo più volte negli anni precedenti. Oltre ai gol i dati (Lega Serie A) mettono in evidenza come i rossoneri abbiano creato molte più occasioni da gol dei granata: 19 (Tomori 1, Saelemaekers 2, Bennacer 1, Loftus-Cheek 2, Chukwueze 1, Pulisic 2, Leão 4, Morata 1, Reijnders 1, Theo Hernandez 2, Musah 2) a 7 (Bellanova 1, Linetty 1, Ricci 1, Lazaro 2, Zapata 1, Sanabria 1). In fase di possesso una certa qual lentezza e a volte poca fluidità e in fase difensiva non essere risusciti, in particolare nel finale per mancanza di forza o paura, a stare più alti e a portare gli avversari fuori dall’area, come ha detto il mister.

I concetti di gioco di Vanoli i calciatori poco alla volta li stanno assimilando e stanno seguendo il mister che coniuga gli insegnamenti dei suoi maestri, Malesani, Sacchi, Ventura e Conte, con le proprie convinzioni, come lo stesso allenatore del Torino ha spiegato: “Ho fatto tanta gavetta, non sono giovane ma semi-giovane, ho 52 anni, e penso che l’esperienza con tutti questi grandi allenatori mi ha dato delle certezze e delle sicurezze. Ho esordito in Serie A, che finalmente è passato e una partita in Serie A l’ho fatta, però devo dire che il mio percorso è stato importante e sono stato fortunato ad averlo fatto con allenatori vincenti e questo mi ha insegnato ad avere una mentalità propositiva, ma soprattutto a lavorare sul dettaglio ed è questo, come dico sempre ai ragazzi, che serve per poter crescere”.

Ma servono altri innesti di qualità in difesa, uno di piede mancino e uno di piede destro, e non basta l’arrivo di Borna Sosa, oltre ai precedenti di Coco, Paleari, Adams, Donnarumma, sulla fascia sinistra per avere una rosa completa sia nell’11 sia nei cambi: “Da quando sono arrivato – ha affermato Vanoli -  i ragazzi hanno dato una grandissima disponibilità e una voglia di provare qualche cosa di nuovo e questo con il Milan l’hanno dimostrato. Poi è normale che non si possa cambiare in 30 giorni un’idea di calcio che viene da tre anni. Quindi a volte vedo che anche i ragazzi, giustamente e questo può aiutare o meno, si rifugiano in quello che hanno fatto in tre anni. Non è facile perché la squadra non è stata cambiata completamente e quindi la mia forza è stata in questi giorni (41) di fargli capire che cosa voglio e qual è la mia idea di calcio . La stanno avendo a sprazzi, però penso che il gol al Milan (si riferisce a quello di Zapata, ndr) sia un piccolo esempio. Devono essere più continui e anche i quinti. Bellanova ha attaccato finalmente il secondo palo e Lazaro ha fornito l’assist a Zapata e abbiamo la fortuna di aver comprato un altro giocatore che ci può dare una grande mano, Borna Sosa che si aggrega a noi e che aspetteremo”.

Mancano 12 giorni alla chiusura del calciomercato e domenica l’avversario sarà l’Atalanta, che questa sera affronterà in trasferta il Lecce. Non c’è più tempo da perdere perché Vanoli ha bisogno dei rinforzi, altrimenti sarà un film già visto troppe volte negli anni precedenti.

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