E alla fine è arrivato Ebosse al Torino. 5 entrate e 5 uscite e restano 4 giocatori non piazzati. Mercato VOTO 5
I volti nuovi del Torino sono Obrador, Prati, Marianucci, Kulenovic e Ebosse, mentre sono andati via Popa, Asllani, Ngonge, Masina e Dembélé. E sono rimasti, pur non rientrando nei piani tecnici, Biraghi, Ilic attualmente infortunato, Nkounkou e Sazonov che volendo, a parte Nkounkou che ha già giocato in due differenti squadre in questa stagione, potrebbero essere ceduti all’estero in quelle nazioni dove il calciomercato non ha ancora chiuso i battenti, ma tutto dipende se i giocatori accetteranno le eventuali destinazioni.
Il mercato di riparazione per lo più si è svolto negli ultimi quattro giorni, a parte l’arrivo di Obrador il 19 gennaio e la cessione di Popa il 22. Per la verità una costante del Torino. Certo c’era il problema della lista: per prendere calciatori over 22 anni bisognava prima cederne altri. E anche chi era in odor di cessione non sempre ha accettato la destinazione proposta. Va detto che chi è arrivato è funzionale al sistema di gioco, il 3-5-2, ma ci mancherebbe altro e comunque almeno in questo è stato rimediato uno dei problemi che si era creato a seguito delle decisioni prese in estate con la squadra che era stata inizialmente pensata per il 4-2-3-1 e che prima che si chiudessero le contrattazioni del precedente mercato l’allenatore era stata costretto a virare sul 4-3-3 per poi passare al 3-5-2 con la variabile 3-4-1-2.
Le problematiche erano tante, ma questo non basta a giustificare che serviva fare decisamente di più, però per riuscirci occorreva un budget che evidentemente non è stato messo a disposizione di Petrachi. Il fatto di avere una squadra che a livello difensivo è letteralmente un colabrodo, 40 gol incassati in 23 partite che pongono i granata al penultimo posto di questa graduatoria insieme al Pisa e peggio ha fatto solo il Verona. E gli arrivi di Marianucci, un ragazzo (ha festeggiato 21 anni lo scorso 23 luglio) che nel Napoli trovava poco spazio e Ebosse non bastano, tanto più che l’ex Udinese che era in forza al Verona, attualmente ultimo in classifica insieme al Pisa, finora aveva disputato 4 partite in campionato per un totale di 214 minuti e in Coppa Italia 1 per 90’. Giusto per dire Masina, che ha rescisso, aveva giocato un pochino di più: 5 match in campionato per 232’ e 1 in Coppa Italia per 90’. E va anche aggiunto che purtroppo Ebosse in carriera ha già subito 3 rotture del legamento crociato (2020 ginocchio sinistro, 2023 ginocchio destro e al rientro nuovamente lo stesso infortunio al medesimo ginocchio). Infortuni non di poco conto. Ed è stato ceduto anche, oltre al già citato Masina, Dembélé al Mantova nella speranza che in Serie B possa accumulare minutaggio e maturare esperienza. Sazonov invece è, come detto, fra quelli che sono rimasti ed è fuori dalla lista. La cessione del terzo portiere Popa, che non ha mai convinto più di tanto, può essere vista come l’opportunità di far crescere Siviero che proviene dal proprio settore giovanile, anche se si è formato soprattutto nel Vicenza. Sulle fasce servivano giocatori che sfoderassero più cross e meglio calibrati di quelli finora fatti da Pedersen, Lazaro, Nkounkou e Biraghi e Obrador è una scommessa e semmai un giocatore di prospettiva visti i suoi 21 anni (ne compirà 22 fra 21 giorni), ma non al momento una certezza.
A centrocampo si può dire che è stato fatto un avvicendamento fra Asllani e Prati entrambi giocatori di prospettiva, l’albanese compirà 24 anni il prossimo 9 marzo e l’italiano ne ha fatti 22 lo scorso 28 dicembre. Prati che ha la duttilità di agire sia da play davanti alla difesa sia da mezzala e che quindi può convivere sia con Ilkhan sia con Casadei, con il quale oltretutto in passato ha già giocato. Matteo rappresenta quindi una soluzione in più per Baroni che dispone anche di Gineitis, Anjorin, Tameze e Ilic. In attacco si è aggiunto Kulenovic, una punta e può essere letto come un test per capire se per il futuro c’è bisogno di altre punte visto che Zapata il prossimo 1 aprile compirà 35 anni e visto l’ultimo grave infortunio non è più quello che arrivò al Torino l’1 settembre 2023. E anche nell’eventualità che Adams prima o poi magari venga ceduto per fare cassa essendo arrivato da svincolato. Per quel che riguarda Simeone invece scatterà l’obbligo di riscatto alla prima presenza nel mese di febbraio. Con Njie e Aboukhlal gli esterni d’attacco sono più che sufficienti come alternative e non serviva quindi tenere Ngonge che per giunta non aveva convinto.
Altri giocatori sono stati trattati, ma senza arrivare al tesseramento. In particolare da Ricardo, andato poi alla Dinamo Mosca, a Jappert del Barracas Central in prestito dall’Atletico de Rafaela e Kapuadi del Legia Varsavia per il quale però i 5 milioni chiesti dal club polacco sono stati ritenuti eccessivi. Passando per Tchoca del Corinthians che era persino arrivato in Italia e aveva sostenuto le visite mediche, ma poi è stato rispedito al mittente.
Il mercato del Torino non dà l’impressione di aver modificato abbastanza la rosa per escludere che gli alti e bassi avuti finora possano essere archiviati e si vada con maggiori certezze verso un miglioramento delle prestazioni e un incremento sostanziale dei risultati positivi. La squadra di Baroni, alla luce anche della vittoria con il Lecce, non dovrebbe rischiare la retrocessione, ma non sembra neppure avere la possibilità di andare oltre la metà classifica. Per cambiamenti sostanziali bisognerà quindi attendere l’estate quando Petrachi, tornato al Torino il 10 dicembre dopo l’esonero con effetto immediato di Vagnati, potrà agire più in profondità e magari avere a disposizione anche più soldi.
Tenendo conto di tutto a questo mercato del Torino si può dare come VOTO 5.






