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Per l’ennesima volta il Torino si è buttato via e così un’Inter rimaneggiata e alla portata l’ha eliminato dalla Coppa Italia e la stagione di fatto è già finitaTUTTO mercato WEB
Marco Baroni
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 14:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Per l’ennesima volta il Torino si è buttato via e così un’Inter rimaneggiata e alla portata l’ha eliminato dalla Coppa Italia e la stagione di fatto è già finita

Chi è causa del suo mal pianga se stesso  recita un noto proverbio che sembra essere scritto proprio per il Torino che ieri sera per l’ennesima volta ha buttato via l’occasione per regalare una gioia ai propri tifosi e evitare a se stesso di avere dei rimpianti. Infatti l’approccio alla gara dei quarti di Coppa Italia con l’Inter è stato molle o come ha dichiarato nel post gara l’allenatore granata Baroni: “La squadra è stata un po' passiva nel primo tempo”. E pensare che Chivu ha schierato una formazione con riserve e con ragazzi giovani, Cocchi, alla prima da titolare con i grandi, e Kamate, quest’ultimo all’esordio in prima squadra dal 1’ e che ha sfoderato l’assist per il gol di Bonny (35’) che ha sbloccato il risultato. I suoi nella prima parte della gara di tiri nella porta di Martinez non ne hanno fatti. Poi a inizio ripresa i nerazzurri hanno raddoppiato con Diouf (47’) e solo dopo essere andati sotto di due reti i granata si sono svegliati e hanno provato a rimontare. Il gol è arrivato con Kulenovic (57’), approdato al Torino il 31 gennaio. Il pareggio sarebbe anche arrivato con Prati (74’), ma il centrocampista, anche se di poco era in fuorigioco.

Il problema, oltre all’approccio molle, è che si sono visti i soliti errori a libello difensivo che hanno agevolato i gol degli avversari e la difficoltà a concretizzare le occasioni create. Un leitmotiv che è la caratteristica di questa stagione. Se non è un difensore a commettere l’errore è un altro o più di uno e la mira di chi ha nelle corse il gol troppo spesso non è precisa o non sono ben calibrati i cross. Certo il Torino aveva delle defezioni per infortuni non solo Ismajli, Simeone, Aboukhlal, Biraghi e Ilic, ma anche Casadei per un attacco febbrile che non gli ha permesso di essere convocato e Adams che invece era in tribuna a causa di un fastidio muscolare. Ma questo e l’oggettiva superiorità qualitativa dell’Inter non basta a giustificare l’ennesima partita buttata via.

E pensare che il direttore sportivo Petrachi prima del match aveva dichiarato: “L’Inter ha il miglior organico della Serie A, sarà difficile ma vorrei che la partita fosse affrontata con la stessa cattiveria che la squadra aveva avuto con la Roma, vorrei una partita da Toro”. Che dire, una partita da Toro proprio non è stata. Mister Baroni comunque è soddisfatto: “Sono soddisfatto. Certo mi dispiace non aver passato il turno, ma sono contento per la prestazione”. Ovviamente non ha negato chela squadra avrebbe potuto fare meglio: “Nel secondo tempo abbiamo fatto bene, potevamo fare meglio sui gol subiti, ma la squadra sta bene, è rimasta sempre in partita, credendoci. Sono contento. Dobbiamo anche considerare che c’erano dei ragazzi in campo che avevano pochi allenamenti con noi”. E per il futuro l’allenatore del Torino è fiducioso: “La squadra deve dare tutto, deve crederci, abbiamo iniziato una strada e ci crediamo. Dobbiamo certamente cambiare marcia: possiamo fare di più, lo pretendiamo e cercheremo di fare di più. Questo è il sentimento sia mio che della squadra”.

Una cosa è certa il Torino nell’era Cairo non ha mai superato i quarti di Coppa Italia e al 5 febbraio si può dire che la stagione sia già finita: la squadra infatti è fuori dalla coppa e in campionato a 15 giornate dalla fine è nella parte centrale della classifica, 13° posto con 26 punti, e ottenendo ancora qualche punto, la quota salvezza di solito è a 40 punti, sarà salva, ma non potrà ambire a nulla più che stare nella grigia e senz'ambizioni zona di mezzo. Che pochezza e che tristezza!