Toro assente al Fila, un autogol: risponderà almeno in campo?
Federico Danesi
Da una parte la storia: 100 anni di Filadelfia, 120 anni del club tra una quarantina di giorni, il 3 dicembre. Dall'altra il Torino, che non possiamo chiamare Toro. Sarebbe bastato pochissimo per celebrare la ricorrenza tutti insieme e invece ieri in quello che per tutti, insieme a Superga, è l'ultimo simbolo rimasto di un mondo che non c'è più, della società non c'era nessuno.
Toro assente al Fila, un autogol che non serve
Così come al società è assente in Comune, o meglio sui tavoli dell'amministrazione comunale di Torino. A oggi, ripetiamo a oggi, non esiste una proposta concreta per il futuro dello stadio Olimpiaco-Grande Torino nonostante molti assist siano stati fatti in questi mesi. Ci ha pensato il sindaco Lorusso, che pure ha fretta perché si avvicina anche l'appuntamento elettorale per le Comunali del prossimo anno.
Ci ha pensato anche il Politecnico lanciando la proposta di un partenariato. Non risulta che sia stata accolta in modo concreto e così il tempo passa, altri si rifanno il look oppure costruiscono stadi ex novo mentre il Torino sta a guardare perdendo tempo prezioso. Mai come oggi uno stadio di proprietà è l'unico modo per sopravvivere e immaginare un futuro. Ma è anche la fotografia del Toro attuale: produce poco in campo e fuori.
Abate è concentrato solo sul campo, lunedì c'è il Parma
Giustamente all'antivigilia della sfida di Parma, altro esame importante per tastare la crescita della squadra, Ignazio Abate ha detto di essere concentrato solo sul campo e su quello che gli compete. Altrettanto giustamente però lui si guarda intorno e i tifosi si interrogano. Ogni volta che capita l'occasione buona per ripartire, ma veramente, qualcuno calcia fuori e così di strada se ne farà sempre meno.


