Donati: "L'Atalanta ha ritrovato entusiasmo con Palladino. Al Toro serve continuità"
Sabato ci sarà Atalanta-Torino, e la Dea è in piena lotta per l'Europa dopo la pesante vittoria contro il Bologna. In esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb, ha parlato l'ex centrocampista nerazzurro e granata Massimo Donati: tra il lavoro di Palladino, il momento attuale sia della Dea che del Toro e tantissimi spunti in vista di dopodomani.
Massimo, con la vittoria di ieri è ormai certo dire che l’Atalanta sia tornata?
“Si è ricreato entusiasmo e voglia di cercare di ripetere quello che è stato il recente passato atalantino. Quando c’è un cambio d’allenatore è sempre difficile, ma Palladino sta facendo un buon lavoro ricompattando il gruppo Atalanta”.
Quali sono stati i punti che Palladino ha inciso di più in questa risalita?
“Senza dubbio sotto l’aspetto mentale. Ivan Juric ha avuto molta sfortuna perché a livello di gioco non vedo tantissime differenze, però è anche vero che la testa fa tanto la differenza, e Palladino è stato bravo mentalmente a risollevare la squadra”.
Provocazione: se fosse arrivato a giugno avrebbe subito le stesse pressioni di Juric?
“Con il senno di poi è sempre tutto più facile. Juric ha avuto tanta sfortuna in certe partite, ma sicuramente quando va via un mister come Gasperini è sempre difficile reggere certe aspettative”.
Che giocatore la sta stupendo molto?
“CDK è un vero leader che è maturato molto all’Atalanta. Palladino sta facendo un grande lavoro con lui, stessa cosa con tutta quanta la rosa dove ci sono tanti giocatori competitivi”.
Il riadattamento offensivo di Zalewski può stimolare anche Lookman?
“Sicuramente è una buona soluzione perché può dare molto equilibrio e qualità: è stata una bella intuizione. Può essere una bella alternativa a Lookman e avere giocatori bravi come loro sono fondamentali per l’Atalanta”.
Come giudica invece la stagione di Ederson?
“E’ un giocatore importante dove ha sempre dimostrato di essere decisivo. La sua presenza si fa sempre sentire, quindi non si può mai mettere in discussione”.
Bernasconi è l’ennesimo figlio di Zingonia debuttato in prima squadra: cosa ricorda del suo percorso all’Atalanta?
“Ovviamente è una scuola di vita oltre che di calcio. L’Atalanta è attrezzata per far crescere i giovani sotto tutti i punti di vista. Purtroppo è venuto a mancare anche mister Perico che era importante per noi. In quella famiglia c’è tanta professionalità sia tecnica che umana. Bernasconi è l’ultimo di tanti giovani usciti dal vivaio e che faranno grande la Dea”.
Com’è stata la cavalcata del 2001 dove eravate addirittura a San Siro capolisti con tanti ragazzi del vivaio?
“Eravamo forti. Un mister motivato (Vavassori ndr.) e con la voglia di fare qualcosa di importante e ci siamo goduti questo grande percorso. Eravamo un bel gruppo, tantissimi ricordi insieme”.
Paragonando quell’annata con il 2006/2007: quali di queste due annate era possibile raggiungere l’Europa?
“Forse in entrambe. Squadre un pochino diverse, ma avente sempre tanta corsa, qualità, temperamento e mentalità: Colantuono e Vavassori avevano fatto un buon lavoro. Avevamo sicuramente delle occasioni, abbiamo fatto delle ottime annate”.
Che ricordo ha della famiglia Ruggeri?
“Ricordo è ottimo perché Ivan era una persona vera e pulita. Era importante per tutto l’ambiente Atalanta avere una famiglia come la loro, stessa cosa equivale ai giorni nostri con la famiglia Percassi”.
Parlando invece di Torino e del Toro, quanto può incidere una figura come Petrachi?
“Petrachi è un direttore navigato che sa quello che deve fare sia nei fatti che soprattutto nelle parole. La stagione di Baroni è a metà, poi c’è tutto il tempo per risistemare tutto e avere più continuità”.
L’ambiente granata lo trova cambiato rispetto a quando giocava lei?
“Sono stato tanti anni fa al Toro con altri presidenti. Sicuramente c’è un presidente come Urbano Cairo che ha investito tanto, però non vuol dire avere sempre risultati ottimali. Come ho detto prima, c’è tutto il tempo per migliorare”.
Sabato sera che partita si aspetta da Atalanta-Torino?
“A livello mentale arriva molto meglio l’Atalanta. Il Torino a Verona l’ho visto bene, seppur le partite cominciano sempre 0-0 e tutto può succedere. Vedo una Dea che proverà a fare la partita, ma staremo a vedere”.
Può essere l’anno giusto per il ritorno in Serie A del Palermo?
“Ci sono tante squadre che vanno forte in Serie B. La classifica è corta e sicuramente il Parlemo ha l’occasione per il grande salto, ma non sarà una passeggiata. Sono convinto però che i rosanero possono dire la loro”.
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