Atalanta-Torino 2-0, le pagelle: riecco CDK, Zalewski ovunque. Baroni, non è tempo di esperimenti
Terzo successo di fila per la Fiorentina, che batte il Torino grazie al gol di De Ketelaere e Pasalic. Alla New Balance Arena la partita valevole per la 20^ giornata di Serie A finisce con il risultato di 2-0
LE PAGELLE DELL’ATALANTA (di Niccolò Righi)
Carnesecchi 6,5 - Spettatore non pagante per un’ora di gioco, è super a metà secondo tempo nel chiudere la porta a Simeone ed evitare il gol del pareggio.
Scalvini 6 - Fa sentire tutte e dodici le primavere che lo separano da Zapata. Nel primo tempo lo si vede anche in fase offensiva. In crescita.
Dal 67’ Musah 6 - Da chili e dinamismo al centrocampo in un momento di difficoltà dei suoi.
Djimsiti 6 - Parte con la sana dose di quantità vincendo subito due contrasti e facendo sentire la propria presenza agli attaccanti granata. Esce anzitempo in lacrime per un problema muscolare.
Dal 44’ Hien 5,5 - Quando Baroni mette Adams e Simeone perde il riferimento e per poco il Cholito non lo punisce.
Ahanor 6 - Sempre preciso in chiusura, sempre granitico in fase di contrasto, sempre puntuale nei duelli. La sua è l’ennesima prestazione maiuscola per un giocatore che non è ancora maggiorenne.
Zappacosta 6 - Nel primo tempo sta leggermente più abbottonato, ma appena si stacca - ad inizio ripresa - va subito ad un passo dal raddoppio, dov’è il palo a dirgli di ‘no’.
De Roon 6 - Amministra senza troppi grattacapi il centrocampo. Mette il piedone e devia un cross insidioso di Ngonge in corner in una delle poche azioni in cui si è visto il Torino dalle parti di Carnesecchi.
Ederson 6 -Corre a perdifiato e si lascia apprezzare anche per la qualità con cui riesce ad innescare la manovra, come quando nel primo tempo manda in porta Zalewski con un filtrante al bacio.
Bernasconi 7 - Ennesima pepita scovata dallo scouting orobico. Più che un sinistro ha un pennello con cui dipinge traiettorie insidiosissime. Con lui sulla sinistra e il ritorno a destra di Palestra, la Dea ha le fasce blindate per i prossimi dieci anni.
Zalewski 7 - Scheggia impazzita dell’attacco atalantino, si muove come un gatto senza dare un punto di riferimento alla retroguardia granata. Dialoga bene con Krstovic e guadagna un ammonizione preziosa ai danni di Tameze su una delle sue tante imbucata.
Dal 79’ Samardzic sv
De Ketelaere 7 - Dopo le prestazioni ecco anche il ritorno al gol: ci mette poco più di 10 minuti per far valere il suo metro e 90 abbondante, svettare di testa e ritrovare una gioia che in campionato gli mancava da quasi 4 mesi.
Dal 79’ Pasalic 7 - Un gol allo scadere a suggellare il risultato e un pianto liberatorio, con gli occhi rivolti al cielo, per dedicarlo al padre scomparso pochi giorni fa.
Krstovic 6 - Dimostra il periodo di crescita offrendo una prova di sostanza e di sacrificio. Dialoga bene con i compagni e non fa mai mancare il proprio contributo in tutte le zone di campo, anche se è troppo sprecone in fase di finalizzazione.
Dal 67’ Scamacca 5,5 - Non era al top e si vede. Palladino gli concede una mezz’oretta ma non la tocca quasi mai.
All. Palladino 6,5 - Squadra che vince non si cambia e nel primo tempo la sua Atalanta è una sinfonia, che ritrova il gol di De Ketelaere e meriterebbe qualcosa in più. Nella ripresa la squadra si adagia un po’ troppo, il Torino emerge, e per poco non trova il pareggio. Alla fine però festeggia sempre Palladino, che porta a casa il quinto successo nelle ultime sei partite, terzo di fila senza mai subire gol.
LE PAGELLE DEL TORINO (di Marco Pieracci)
Paleari 6,5 - Incolpevole sul blitz aereo di De Ketelaere. Comoda la parata sul colpo di testa innocuo di Krstovic, molto meno quella sul destro potente di Zappacosta deviato sul palo.
Ismajli 6 - Difende il proprio recinto a oltranza senza tanti fronzoli, le sfuriate degli attaccanti nerazzurri non lo scalfiscono. Un paio di chiusure tempestive, nella ripresa si alza di più.
Maripan 6 - Si guarda bene dal concedere la profondità a Krstovic, anche se non è abbastanza dominante nella marcatura sul montenegrino. Carnesecchi gli nega la gioia del pareggio.
Coco 5,5 - Cerca di farsi sentire su De Ketelaere, lo aggredisce alto per inibirne la vena creativa ma gli lascia margine d’azione: è il meno brillante nel terzetto difensivo granata.
Lazaro 5,5 - Bernasconi e Zalewski sfrecciano in libertà partendo da quella fascia, trovando terreno fertile per le loro iniziative. Il contributo in termini di spinta è praticamente nullo. Dall’85’ Biraghi 5 - Male sul raddoppio della Dea.
Vlasic 6 - La sorveglianza di Ederson si rivela un antidoto efficace per limitarlo, si libera a fatica della morsa però alcuni guizzi sono di grande qualità: nel finale la miglior occasione.
Tameze 5 - Mediano di rottura davanti alla difesa più che play, il passo è lento e le idee scarseggiano. Tanti errori in costruzione, regala pure il corner convertito in rete dall’Atalanta. Dal 57’ Ilkhan 6 - Più propenso al palleggio, migliora nettamente la gestione del possesso.
Gineitis 6 - Sinistro educato, peccato che lo tenga nascosto per buona parte della serata: qualche bella verticalizzazione, una conclusione potente ma lontana dal bersaglio.
Aboukhlal 5,5 - Declina in maniera offensiva il ruolo di esterno, si presenta subito a tu per tu con Carnesecchi ma in fuorigioco. In fase difensiva annaspa, rischia un goffo autogol. Dall’85’ Njie sv
Ngonge 5 - Parte qualche metro dietro Zapata, si prende delle lunghe pause: un solo vero guizzo intorno alla mezz’ora. Sul corner del vantaggio non legge a dovere la situazione. Dal 57’ Adams 6 - Pochi secondi per calciare, intesa naturale con Simeone: porta vivacità.
Zapata 5 - Torna titolare, nello stadio che lo ha visto esultare tante volte in carriera. Stavolta però sono gli altri a farlo: si fa saltare in testa da De Ketelaere. Esce visibilmente contrariato. Dal 57’ Simeone 5,5 - Ci prova da tutte le possibili angolazioni, ma davanti al portiere si incarta.
Marco Baroni 5,5 - Rimescola ancora una volta le carte in attacco, ma forse arrivati a questo punto della stagione il tempo degli esperimenti dovrebbe essere già finito per lasciar spazio alle certezze. Ennesima partenza ad handicap, azzecca i cambi giusti ma non basta per rimettere a posto le cose.
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