Torino, nodo stadio: perizia a 25 mln, Cairo tace. E Bank of America cerca acquirenti per il club
Il futuro del Torino passa dallo stadio. La questione della proprietà del 'Grande Torino' resta irrisolta a oltre un mese dalle dichiarazioni rilasciate dal presidente Urbano Cairo il 24 febbraio scorso, in occasione della presentazione di Roberto D'Aversa. In quell'occasione il numero uno granata aveva parlato di "lavoro sottotraccia", citando come parametri di riferimento la cessione dello stadio di Udine (4,8 milioni) e quello di Bergamo (poco più di 8 milioni). Cifre lontanissime da quelle che circolano sul fronte comunale.
La perizia del Comune: 25 milioni
L'assessorato allo Sport, scrive Tuttosport ha incaricato la società Praxi di redigere una perizia sul valore dell'impianto. Le indiscrezioni parlano da mesi di una stima oscillante intorno ai 25 milioni di euro: un valore sideralmente distante dai parametri evocati da Cairo. La giunta aveva già aperto ufficialmente a più scenari con una delibera nel febbraio 2025 (diritto di superficie per 99 anni o partenariato pubblico-privato) e a maggio dello stesso anno aveva annunciato la cancellazione delle ipoteche sullo stadio, effettiva dal 1° luglio 2025.
Scadenze sempre più ravvicinate
Il tempo stringe su più fronti. Il 31 dicembre 2026 scadrà la proroga dell'attuale contratto di affitto, ma ancora prima il Torino dovrà indicare, entro inizio estate ai fini dell'iscrizione al prossimo campionato, lo stadio di riferimento fino al 30 giugno 2027. Il Comune ha chiesto pubblicamente una decisione ufficiale del club entro la primavera: ad oggi la giunta non risulta aver ricevuto alcuna comunicazione formale in tal senso. Scenario sempre più probabile, andando avanti così, una nuova richiesta di proroga da parte di Cairo per ulteriori sei mesi.
Bank of America e la variabile cessione del club
Sullo sfondo si staglia un elemento che cambia radicalmente le prospettive: Il Sole 24 Ore ha rivelato la circolazione di un dossier firmato Bank of America, il secondo istituto bancario degli Stati Uniti, per promuovere la vendita del Torino a investitori nordamericani e internazionali. Un dettaglio tutt'altro che secondario: le potenzialità legate allo stadio sono elemento imprescindibile per rendere il club appetibile a grandi fondi o multinazionali. La questione della proprietà dell'impianto, dunque, non è solo un tema sportivo e urbanistico: è il cuore della valutazione del club stesso.
Articoli correlati
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






