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Cairo tiene in scacco il Sindaco di Torino Lo Russo e l’Assessore allo Sport Carretta sullo stadioTUTTO mercato WEB
Urbano Cairo
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Cairo tiene in scacco il Sindaco di Torino Lo Russo e l’Assessore allo Sport Carretta sullo stadio

Urbano Cairo non si smentisce mai e così come agisce in sede di calciomercato, prendendo quasi sempre i giocatori che servono e mai tutti negli ultimi giorni, utilizza lo stesso modus operandi anche con il Comune di Torino per quel che riguarda lo stadio Grande Torino Olimpico. Infatti a oggi, almeno per quanto è dato sapere, non ha ancora dato una risposta se vuole acquistare l’impianto o se preferisce continuare ad affittarlo. Certo il contratto d’affitto scade a fine dicembre, quindi fra 9 mesi, quindi c’è tutto il tempo, però il Torino Fc per il scriversi al prossimo campionato deve comunicare alla Lega Calcio dove giocherà per tutta la prossima stagione, che va dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, le partite casalinghe e deve farlo entro giugno, quindi fra 3 mesi.

Lo stadio è di proprietà del Comune di Torino e le ipoteche che vi gravavano sono state tolte e non ci sono più dallo scorso 1° luglio. Il prezzo dell’impianto è stato già stabilito dalla Praxi, una società di consulenza strategica e operativa, su richiesta del Comune e qui nasce il primo nodo: l’advisor ha redatto la perizia però il Comune non l’ha resa pubblica.  Circolano indiscrezioni che il valore sia fra i 20 e i 30 milioni di euro. Sorge quindi spontanea la domanda: perché non comunicare il prezzo dello stadio?. A chi giova tenerlo segreto? Si tratta in fin dei conti di un bene pubblico e allora perché il sindaco Lo Russo e l’assessore allo sport Carretta, entrambi del Partito Democratico, non agiscono in maniera trasparente?. Una domanda che non ha risposta e sulla quale ognuno può solo fare ipotesi.

Cairo ha già detto pubblicamente lo scorso 24 febbraio, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore D’Aversa, che a lui non è stato comunicato quanto periziato dalla Praxi, quindi il costo stabilito per il Grande Torino Olimpico. Se Cairo non avesse detto il vero su questo allora Lo Russo e/o Carretta avrebbero dovuto smentirlo e non avendolo fatto non può che voler dire che il patron del club granata su questo ha detto la verità. Il Torino Fc è l’affittuario e di conseguenza dovrebbe essere messo a conoscenza del valore dello stadio nel caso fosse interessato all’acquisto. Questo è un assist per Cairo che quindi può tergiversare sul decidere se comprare o meno lo stadio.

Il Comune di Torino vorrebbe vedere lo stadio e allora adesso che sa quanto vale perché non ha indetto un bando pubblico per trovare un acquirente?  Altra domanda alla quale non c’è risposta. Si può quindi pensare che sia un gentlemen agreement nei confronti di Cairo che non è solo il più diretto interessato all’acquisto dello stadio, ma è anche l’editore più importante d’Italia avendo, fra le altre cose, il Corriere della Sera, quotidiano che è considerato “specchio” delle dinamiche sociali e del potere del Paese e che negli anni ha talvolta influenzato il corso politico, e La 7 per cui nessun politico ha interesse nel fare alcunché di sgradito a chi possiede strumenti tanto potenti dell’informazione. Va tenuto ben a mente che nel 2027 a Torino ci saranno le elezioni amministrative e Lo Russo ha intenzione di ricandidarsi per la carica di Sindaco e anche Carretta vorrà essere rieletto e quindi di certo vorranno essere in buoni rapporti con Cairo che ha anche l’edizione di Torino del Corriere della Sera. Certo Lo Russo e Carretta devono rispondere del loro operato anche ai cittadini-elettori, ma questo forse li preoccupa meno di tenersi buono Cairo.

Sullo stadio poi c’è la questione ristrutturazione che va fatta seguendo quanto prescritto dalla “Legge Pisanu” (230/2005) che, fra le altre cose, regolamenta con rigidi requisiti anche le barriere, la separazione dei settori, tornelli, posti a sedere numerati e che include anche l’area esterna con l’anello di pre-filtraggio e non ultimo che l’impianto è sotto l’egida della Soprintendenza delle Belle Arti per cui non può essere abbattuto e ricostruito ex novo, come avvenne con il Delle Alpi quando fu acquistato dalla Juventus, e ogni lavoro per ristrutturarlo deve tenere conto della salvaguardia delle parti che sono sotto tutela. In occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006 l’allora Comunale fu ristrutturato, ma a distanza di soli 20 anni presenta già moltissime criticità fra le più macroscopiche: la copertura va risistemata perché quando piove filtra acqua sugli spalti e non solo. Durante la partita con il Lecce, dello scorso 1 febbraio, si è rotto un tubo dell’acqua e si sono allagati gli spogliatoi. Non ci sono parcheggi appositamente dedicati e lo stadio sorge in un quartiere altamente popolato che già ha carenza di parcheggi. Alle spalle sorge l’Inalpi Arena che limita la possibilità di avere un’area commerciale così come le grandi e importanti strade intorno, via Filadelfia e Corso Giovanni Agnelli. Per non parlare poi che i gradini per raggiungere i posti a sedere sono faticosi da salire e non vi sono corrimano sui quali appoggiarsi, finora, per fortuna, nessuno ha fatto rovinose cadute con gravi conseguenze per l’integrità fisica, ma si tratta solo di un caso e chi frequenta regolarmente l’impianto lo sa benissimo. La tribuna stampa poi è formata da banchetti a due posti alquanto piccoli, senza monitor per rivedere le azioni, le prese di corrente sono poste in basso in mezzo ai seggiolini scomodissime da utilizzare e l’impianto wifi funziona male. Insomma tutta una serie di problematiche che in caso di ristrutturazione dovrebbero essere risolte.    

Tutto questo permette a Cairo, qualora volesse mai comprare lo stadio o comunque chiunque altro fosse interessato, di chiedere sconti sul prezzo facendo pesare che la ristrutturazione sarebbe molto costosa e con un relativo rientro dei costi poiché l’area commerciale sarebbe di circa 12mila metri quadri (lo stadio della Juventus ne ha 34 mila). Ed è sicuramente per questo che Cairo parlando dei costi per comprare lo stadio ha fatto gli esempi di Bergamo e Udine dove Atalanta e Udinese hanno comprato gli stadi spendendo rispettivamente 8,6 e 4,8 mln e poi li hanno ristrutturati. E in quello dell’Atalanta, proprio pochi giorni fa, l’Italia vi ha giocato i playoff con l’Irlanda del Nord per accedere al Mondiale. E’ evidente che c’è una grande distanza fra 4,8-8,6 e i presunti 20-30 mln che costerebbe acquistare il Grande Torino Olimpico. E si può stare certi che se non fosse Cairo, ma chiunque altro a comprare lo stadio chiederebbe sconti.

Cairo è un privato e quindi fa i suoi interessi, ma il Sindaco Lo Russo e l’Assessore allo Sport del Comune di Torino Carretta sono politici eletti che ricoprono le massime cariche della 4° città italiana e rispondono del loro operato ai cittadini per cui hanno l’obbligo, morale e politico, di non farsi tenere in scacco da Cairo.